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Business: idee migliori dai dipendenti

Business: le idee migliori dei dipendenti. Com’è possibili che le migliori idee di business arrivano dai dipendenti?

Nel business, applicare i principi di Open Innovation in un’organizzazione non significa solamente rivolgersi all’esterno per cercare partner, start-up più o meno innovative o altri operatori del territorio. L’openness si può e si deve focalizzare anche verso l’interno.

Per creare davvero una cultura dell’innovazione all’interno di un’organizzazione, non basta avere la capacità di individuare le persone e far emergere le loro idee, ma anche di attivare un processo strutturato in grado di renderle velocemente operative. La creazione di sistemi per favorire e incoraggiare l’imprenditorialità dei dipendenti è un fattore chiave in molte delle aziende di successo di oggi. E questa potrebbe essere una grande sfida per HR.

Tra i talenti da scovare e valorizzare infatti, preziosissima è la figura del dipendente imprenditore, anche chiamato dipendente imprenditoriale. Il dipendente imprenditore è in realtà una persona che pensa come un imprenditore ma è un dipendente all’interno di un’organizzazione. Ha uno stipendio, ma vuole far emergere idee e conoscenze che possano avere un impatto sulle decisioni e sull’evoluzione del business dell’azienda per cui lavora.

I dipendenti imprenditori sposano e guidano il cambiamento organizzativo e sono motivati dalla creazione e dall’innovazione. Fare tentativi sporadici e senza una progettualità da parte dell’azienda di promuovere l’innovazione è in realtà solo un modo per stroncare il morale dei dipendenti e rischiare un turnover di talenti.

Per evitare situazioni del genere è importante sviluppare un processo interno in cui tutti i dipendenti possano utilizzare per portare idee sul tavolo e comunicarle alle persone giuste all’interno dell’organizzazione. Strutturare e organizzare incoraggerà i dipendenti imprenditoriali a contribuire e pensare ai modi per migliorare il business.

Prova a immaginare i passaggi che è possibile utilizzare per aiutare i dipendenti imprenditoriali a sviluppare le loro idee. Seguendo un percorso, non solo le idee arriveranno in un formato più fruibile, ma contemporaneamente si svilupperanno professionalmente i dipendenti e si forniranno loro competenze la cui valorizzazione andrà ben oltre il loro ruolo attuale, creando una grande employer experience.

Prima di tutto, l’azienda deve definire quali figure sono deputate a ricevere e valutare le idee proposte dai dipendenti in termini di business. Esiste una struttura gerarchica da seguire, o possono rivolgersi direttamente al top management? Occorre articolare questo processo e determinare con chiarezza:

  • chi sono le persone dell’organizzazione a cui devono presentare la propria idea;
  • chi ha il potere di decidere;
  • chi ha il potere di assegnare risorse per aiutarle a trasformare la loro idea in realtà.

Il secondo aspetto fondamentale è l’individuazione dei criteri attraverso cui valutare le idee e le proposte dei dipendenti. Di alcune possibili domande chiave, che per primi i collaboratori dovrebbero porsi, per focalizzare la propria creatività e per dare concretezza al processo ideativo:

  • la mia idea è coerente con la missione, visione, valori o scopo dell’organizzazione?
  • La mia idea soddisfa un bisogno dell’azienda?
  • La mia idea soddisfa/incrocia specifiche esigenze dei clienti?
  • La mia idea incrocia un’esigenza che l’organizzazione ha internamente?

Se la risposta ad una o più di queste quattro domande è negativa, occorre forse ripensare qualcosa prima di presentarla ufficialmente alla valutazione dell’azienda. Una volta che l’idea iniziale ha superato questo primo self-assessment da parte dei proponenti, è necessario approfondire e sviluppare la proposta, facendola passare al setaccio di una seconda griglia di domande, finalizzate al consolidamento e alla focalizzazione.

Queste domande potrebbero essere:

  • se tu avessi implementato questa idea sei mesi fa, come sarebbe ora l’organizzazione?
  • Se chiedi a altre cinque persone dell’azienda come risolvere il problema risolto dalla tua idea, che cosa risponderebbero?
  • Se valuti questa idea dal punto di vista di inserire persona, azienda o altra entità, come potrebbe cambiare?
  • Se dividi la tua idea in tre micro idee e scegli quella più importante, quale sarebbe?
  • Se devi spiegare la tua idea a un asilo nido, come lo faresti?

È arrivato il momento di guardare l’idea dalla prospettiva delle persone che ne trarranno beneficio. I dipendenti possono avere idee brillanti, ma se la realizzazione non è fatta bene, si rischia un flop, che sarebbe frustrante oltre che dispendioso dal punto di vista economico.

Proviamo a fare un esempio concreto: immaginiamo di essere in un’azienda di sviluppo software. Uno dei nostri ingegneri intuisce che i feedback dei consumatori non stanno arrivando in maniera accurata al team di engineering per via che i report del servizio clienti non sono abbastanza esplicativi.

L’ingegnere ha l’idea di fornire iPad a tutti i componenti del Servizio Clienti, in maniera tale che possano prendere nota in maniera più veloce ed efficace e caricarli nel cloud aziendale. Ma se questa idea viene proposta ai vertici senza essere stata prima analizzata e discussa con coloro che materialmente dovranno utilizzare gli iPad, il rischio è che la proposta non sia sentita e portata avanti dagli utilizzatori e quindi non porti tutti i benefici sperati o immaginati.

Si tratta, in altre parole, di ottenere il cosiddetto “Buy-in“, degli attori del processo. Se l’idea è passata “indenne” attraverso tutte queste fasi e ha ottenuto anche il “buy-in” di coloro che la utilizzeranno e/o ne beneficeranno, potrebbe essere molto utile sottoporre l’idea stessa ad una Swot Analysis, la classica analisi di punti di forza, di debolezza, opportunità e minacce.

📌 L’ANALISI SWOT: LA CHIAVE PER UN BUSINESS CHE FUZIONI!

Attenzione, però. Prima di utilizzare la swot come strumento di analisi, occorre farla su sé stessi. Quindi la SWOT Analysis diventa la P-SWOT, ovvero SWOT di posizionamento. Il dipendente la potrà usare per valutare i propri punti di forza, debolezza, opportunità e minacce circa le personali capacità di grado di presentare e portare avanti l’idea.

Ecco alcune possibili domande da inserire nella struttura di una P-Swot.

PUNTI DI FORZA

  • Perché dovresti essere tu a realizzare questa idea?
  • Quali abilità porti al tavolo per garantirne il successo?
  • Qual è il tuo investimento personale nel successo di questa idea?

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Hai il tempo necessario per completare questa idea?
  • Hai le risorse necessarie per dare vita all’idea?
  • Quali competenze ti mancano che aiuterebbero ad aumentare il tasso di successo?
  • Quali esperienze del passato ti potrebbero impedire di avere successo nel presente?

OPPORTUNITÀ

  • Quali opportunità oltre questa idea possono generarsi se viene implementata con successo?
  • Cosa puoi imparare dagli altri che hanno implementato idee simili?
  • Quali potrebbero essere ulteriori opportunità per ampliare la portata di questa idea?
  • Quali opportunità personali potrebbero presentarsi se porti avanti una buona esecuzione?

MINACCE

  • Che cosa potrebbe impedirti di far funzionare questa idea?
  • Ci sono altri nell’organizzazione che si oppongono a questa idea?
  • Qualcuno dei tuoi punti deboli ti rende vulnerabile alle minacce?
  • Quali fattori interni ed esterni alla tua azienda esistono che potrebbero minacciare il successo?
  • Quali fattori interni ed esterni esistono per te stesso che possono minacciare il successo?

Superato anche lo step della P-Swot, praticamente i dipendenti imprenditoriali hanno un’idea pronta a esplodere nel business aziendale. In questa fase vanno supportati nel design e nella delivery. Le domande da porsi per gestire questa fase, che è forse la più cruciale di tutte, sono:

  • come strutturare il pitch?
  • In che formato dovrebbe essere consegnato?
  • Attraverso quali canali potrebbe essere comunicato?
  • Quale documentazione di supporto occorre predisporre?
  • Chi saranno gli eventuali ulteriori speaker/testimonial da invitare?

Per accelerare e rendere credibile il processo è opportuno indicare con chiarezza quali sono gli standard minimi di qualità per un pitch da sottoporre ufficialmente, nell’ambito di un “Application Process” che possa filtrare le idee eventualmente ancora non pronte e accogliere in valutazione “ufficiale” solo quelle compliant con gli standard prefissati. I proponenti delle idee non ancora pronte possono essere invece accompagnati e supportati nello sviluppo.

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