Lezione-online fornisce corsi di formazione e-learning a più di 60mila studenti.

Fb. Ig. In. Yt.

Busta paga italiana: facciamo chiarezza

Quante volte ci è capitato di prendere in mano una busta paga e trovare difficoltà a leggerla? Quando analizziamo la busta paga e ci imbattiamo nelle varie voci di detrazioni, addizionali, imponibili, ANF, conguagli, TFR, ecc… abbiamo la sensazione di essere immersi in una giungla di diciture, codici e acronimi. La busta paga italiana è la più complessa al mondo, questo perché la normativa fiscale e contributiva in Italia, rispetto agli altri Paesi, è particolarmente complicata e soprattutto è in continuo cambiamento.

Oltre a questo, si aggiunge il fatto che in Italia solo di contratti collettivi nazionali applicabili se ne contano oltre 100 e su questi si possono sommare le particolarità previste da un eventuale integrativo aziendale. Detto ciò, l’interpretazione di una busta paga non è in prima battuta semplice ma chiarendo alcuni aspetti fondamentali risulterà molto meno ostica rispetto all’impressione iniziale.

Per semplicità, possiamo dividere la busta paga in tre sezioni. La prima parte, chiamata anche “testa”, è formata dagli elementi fissi cioè quelli che variano solo in determinate occasioni come, ad esempio, nel caso di rinnovo contrattuale, di maturazione degli scatti di anzianità, di riconoscimento di un superminimo, ecc…

I principali elementi fissi, detti anche diretti, sono:

  • paga base, è la retribuzione minima dovuta al lavoratore prevista dal contratto collettivo nazionale applicato;
  • contingenza, è una voce che è stata soppressa ed aveva la funzione di adeguare la paga al costo della vita;
  • Elemento Distinto della Retribuzione (EDR), è stato introdotto dal Protocollo di Intesa del 1992 ed è pari a €10,33 indipendentemente dal CCNL e dal livello applicato;
  • scatti di anzianità, sono gli aumenti erogati con l’aumentare dell’anzianità di servizio del lavoratore presso lo stesso datore di lavoro. Vengono corrisposti per adeguare la retribuzione alla professionalità acquisita con l’anzianità e quindi con l’esperienza. I criteri applicativi sono definiti dai singoli CCNL;
  • superminimo, è una voce della retribuzione corrisposta dal datore di lavoro per aumentare la retribuzione del lavoratore. Esistono normalmente due tipologie di superminimo, assorbibile e non assorbibile.

La seconda parte, detta anche “corpo”, è formata dagli elementi variabili corrisposti nel mese e sono correlati allo svolgimento dell’attività lavorativa. Le principali voci degli elementi variabili, detti anche indiretti, sono:

  • lo straordinario;
  • la malattia;
  • la maternità;
  • l’infortunio;
  • le festività;
  • ecc…

Infine la terza parte, chiamata anche “piede”, è formata da tutti gli elementi che permettono di trovare il netto cioè l’importo che viene pagato dal datore di lavoro al lavoratore. Le principali voci che troviamo in questa parte sono:

  • contributi previdenziali, è la quota che viene trattenuta al lavoratore ed è da versare all’Inps o ad altro ente al fondo pensioni;
  • IRPEF lorda, è la quota di IRPEF lorda a carico del lavoratore calcolata sull’imponibile fiscale del mese;
  • detrazioni, è l’importo a favore del lavoratore da sottrarre dall’Irpef lorda calcolata applicando la normativa fiscali in atto relativa ai carichi familiari e al lavoro dipendete;
  • IRPEF netta, è la quota di IRPEF a carico del lavoratore ottenuta sottraendo dall’IRPEF loda il totale dell’importo delle detrazioni spettanti;
  • addizionale regionale e comunale, è la quota dei contributi dell’addizionale comunale e regionale a carico del lavoratore calcolato applicando le aliquote definite dalla Regione e dal Comune in cui il lavoratore è residente;
  • TFR, è la quota maturata del trattamento di fine rapporto;
  • ferie e permessi, vengono evidenziate le ore/giorni di ferie e permessi maturati, goduti e residui;
  • netto in busta, è l’importo che il datore di lavoro deve pagare al lavoratore dato dalla differenza tra le competenze e le trattenute.

Pertanto, avendo assimilato queste informazioni base possiamo già trarre una prima chiave di lettura del cedolino paga, “fedele” compagno di tutta la nostra vita lavorativa.

    Commenti:
    Condividi su:

    Francesca Bellandi è una consulente del lavoro iscritta all’albo che opera nel settore delle risorse umane da oltre venticinque anni. Il suo percorso lavorativo si è sempre svolto nell’ambito delle risorse umane ed è costantemente orientato all’individuazione e superamento di nuove sfide professionali. Da circa vent'anni svolge la sua attività presso una multinazionale nel settore dei servizi dove ha ricoperto diversi incarichi di responsabilità nell’amministrazione del personale. Attualmente riveste un ruolo di responsabilità in ambito HR a 360 gradi ed è docente di vari corsi di formazione inerenti l’amministrazione del personale. Appassionata del digitale sta sviluppando ulteriormente le sue competenze in questo ambito perché lo ritiene la chiave del successo delle professioni attuali e future.

    You don't have permission to register