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Coronavirus: contagi dai viaggi di ritorno

Coronavirus: 25% dei contagi dai viaggi di ritorno. L’allarme del Presidente del Consiglio superiore di Sanità.

A seconda delle regioni, il 25-40% dei casi da Coronavirus sono stati importati da concittadini tornati da viaggi o da stranieri residenti in Italia. Il contributo dei migranti è minimale, non oltre il 3-5% sono positivi e una parte si infettano nei centri di accoglienza dove è più difficile mantenere le misure sanitarie adeguate“.

Lo afferma – come riportato da TGCOM24il Presidente del Consiglio superiore di Sanità e membro del Comitato tecnico-scientifico, Franco Locatelli, parlando dei nuovi focolai di Coronavirus in Italia.

Parlando dei possibili sviluppi futuri, Locatelli, intervistato dal Corriere della Sera, ha specificato che le scuole saranno riaperte ad ogni costo. I contagi aumenteranno, ma gli esperti sono sicuri di poter gestire la pandemia. Un unico paletto però:

O seguiamo le regole – ha detto Locatelli – o rischiamo di dover chiudere altre attività e non solo le discoteche. Il rischio non va escluso. Oggi chiudono le discoteche, domani chissà. Dipende tutto da noi cittadini. Abbiamo ancora dei vantaggi, sfruttiamoli“.

Il ritorno di una crescita dei contagi per Locatelli, però, non è dovuto a riaperture troppo affrettate.

Senza dubbio, l’inizio della stagione estiva ha comportato la necessità di considerare alcune riaperture per non danneggiare l’economia del turismo e per consentire agli italiani di godere le vacanze in località montane e marittime, evitando l’estero. Si doveva prestare maggiore attenzione al rispetto delle regole principali: indossare la mascherina nei luoghi chiusi e all’aperto in caso di impossibilità a mantenere il distanziamento sociale, osservare una scrupolosa igiene delle mani ed evitare assembramenti“.

Tornando sulla chiusura delle discoteche, Locatelli ha quindi spiegato come la scelta sia stata impossibile da evitare.

Avrà un impatto economico – ha sottolineato – , purtroppo, ma la salute viene prima di tutto e quanto abbiamo visto accadere nelle discoteche come luoghi di assembramento va evitato, altrimenti rischiamo di ritrovarci presto in una situazione più allarmante“.

LOCATELLI: «NESSUNO È IMMUNE»

A suo parere, per ora, l’Italia è ancora in una posizione privilegiata, per quanto il numero dei casi sia in rialzo tanto che si è passati in una settimana da 200-300 al giorno agli oltre 600 della giornata di Ferragosto. Si osserva una riduzione dell’età dei contagiati, dovuta al fatto che c’è maggiore protezione nei confronti degli anziani. Ma anche i giovani possono infettarsi e nessuno è al riparo. Nessuno è immune.

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