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Coronavirus, crollano le chiamate al 118

Crollano le chiamate al 118 per le crisi respiratorie, tornano ai livelli prima dell’arrivo del Coronavirus: la Lombardia torna a respirare.

È uno dei grafici più osservati. Perché – come scrive Repubblica – se la curva delle chiamate dovesse impennarsi di nuovo, ecco che uno dei primi campanelli d’allarme inizierebbe a suonare. Con le misure di contenimento pronte a tornare di nuovo in atto per contenere la temutissima seconda ondata.

Sono le richieste di soccorso al 112 e al 118 fatte da pazienti che hanno crisi respiratorie o malattie infettive, una sentinella da tenere sotto controllo per monitorare l’andamento dell’epidemia. Che oggi, a guardare la curva delle richieste di aiuto, è sicuramente in discesa.

Si è tornati – afferma Alessandro Sforza, numero uno della centrale del 118 di Milano e Monza Brianza – a un numero di chiamate per sintomi febbrili e simil-influenzali assolutamente in linea con lo stesso periodo dell’anno scorso“.

CORONAVIRUS, OLTRE 60 MILA TELEFONATE AL 118

Certo è, che nei primi tre mesi dell’epidemia, le centrali lombarde del 118 hanno ricevuto oltre 60 mila chiamate di aiuto. E nei giorni di massimo picco arrivavano in media 300 richieste al giorno da parte di persone alle prese con i sintomi del Coronavirus (come febbre, tosse, dispnea, ecc…), oggi questi numeri sono ridotti di un quarto.

Nell’ultima settimana – spiega Fabio Sangalli, medico della centrale di Milano e Monza Brianza – abbiamo avuto un minimo di 31 chiamate in un giorno e un massimo di 50. Segno, quindi, che quei nuovi positivi che ogni giorno vengono diagnosticati e comunicati dalla Regione non hanno sindromi respiratorie acute, e spesso non hanno bisogno di essere ricoverati“.

La conferma viene anche dal bollettino della Regione Lombardia: ieri, i nuovi positivi al virus diagnosticati sono stati 216 (1,9%).

54 casi – spiega l’assessore al Welfare, Giulio Gallera – sono determinati da una positività al test sierologico, con sintomi risalenti a oltre due settimane fa, 11 riguardano gli ospiti nelle Rsa e cinque gli operatori sanitari“.

Certo, si tratta di numeri ancora sostenuti e la guardia non deve essere abbassata, visto che ci sono ancora 60 persone in terapia intensiva e 36 sono deceduti in 24 ore. Ma la situazione migliora, i ricoverati nei reparti Coronavirus sono scesi e i guariti sono saliti a 61.355, per un totale di 92.518. In 16.516, da fine febbraio, hanno però perso la vita.

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