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COVID-19: andremo al mare d’estate?

Andremo al mare questa estate? Dopo la doccia fredda – come la definisce Il Sole 24 Ore – della Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, l’industria del turismo e dell’ospitalità afflitta dall’emergenza COVID-19 ha reagito.

L’emergenza ha duramente colpito l’economia italiana, soprattutto il settore del turismo che insieme a quello della cultura rappresenta il 15% del PIL del Paese. Da sempre, quindi, una grande fonte di ricchezza.

Il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, ha voluto fare chiarezza:

Le regioni hanno sempre potuto inasprire le misure di contenimento, ma non è stato possibile. Si andrebbe contro le norme ordinarie“.

E proprio perché l’obiettivo è quello di evitare di rendere vani gli sforzi fatti fin qui dalla popolazione con il lockdown in corso per l’emergenza Coronavirus.

LE CONTROMISURE ALLO STUDIO

Nel prossimo decreto il Governo sta mettendo a punto delle misure che siano ad hoc per il settore turistico, grazie all’aiuto di esperti, Protezione Civile e scienziati.

Le regioni hanno chiesto il bonus vacanze, che consiste in un abbattimento fiscale destinato al settore del turismo. All’esame anche lo spostamento della tassa di soggiorno, da destinare alle imprese turistiche, così come finanziamenti a fondo perduto e l’abbattimento dell’IMU per il 2020.

SI POTRÀ ANDARE IN SPIAGGIA?

Gli stabilimenti balneari, come le relative aree di residenza, saranno chiusi al pubblico fino al 3 maggio. Quindi, fino ad all’ora, sarà vietato accedere alle spiagge. Tutto sarà off limits fino a nuovo Decreto, così come anche l’accesso ai parchi pubblici.

QUALE POTREBBE ESSERE LA SOLUZIONE?

Per il momento non si hanno indicazioni certe. Il Governo, con l’aiuto dei ministeri del Turismo e della Salute, sta studiando un piano personalizzato. Ma è chiaro come sotto la lente d’ingrandimento ci sia il distanziamento tra ombrellone e ombrellone, così come la sanificazione delle strutture balneari.

Alcune società, drasticamente, hanno avanzato l’idea di contenere gli ombrelloni all’interno di cubicoli composti di alluminio e plexiglas alti due metri. Con un diametro di 4,5 metri e con una sola porta d’ingresso.

Una proposta subito contestata e ritenuta inattuabile, soprattutto nelle piccole spiagge. Ipotizzati, come se non bastasse, anche dei tunnel con funzione igienizzante attraverso cui le persone devono passare, oppure erogatori da posizionare lungo le pedane che spruzzano soluzioni disinfettanti.

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