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Decreto “Rilancio”, come funziona?

Dallo smart working al bonus baby sitter, fino al sostegno per le famiglie: come funziona il decreto “Rilancio“? Per i congedi parentali – come scrive Il Sole 24 Ore – c’è la proroga fino a 30 giorni per i genitori dipendenti del privato, con figli di età non superiore a 12 anni con un’indennità pari al 50% della retribuzione.

Arrivano limitazioni per chi ha figli Under14 e vuole chiedere lo smart working a causa dell’emergenza Coronavirus.

L’ultima bozza del decreto “Rilancio” prevede che i genitori lavoratori dipendenti del settore privato, che hanno almeno un figlio minore di anni 14 a carico, possano utilizzare lo smart working. Ma a condizione che, all’interno dello stesso nucleo familiare, non vi sia un altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione/cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia un genitore non lavoratore.

Questa è soltanto una delle misure di aiuto delle famiglie di lavoratori contenute nel decreto approvato mercoledì scorso dal Consiglio dei Ministri.

DECRETO “RILANCIO” E CONGEDI PARENTALI

Per i congedi parentali c’è la proroga fino a 30 giorni, a vantaggio dei genitori lavoratori dipendenti del privato con figli di età non superiore a 12 anni che riceveranno un’indennità pari al 50% della retribuzione.

Verrà aumentato il limite massimo complessivo per l’acquisto di servizi di baby sitting (dai 600 ai 1.200 euro) e questo bonus potrà essere utilizzato in alternativa direttamente dal richiedente per l’iscrizione ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia.

Quanto, invece, al settore sanitario pubblico e privato accreditato, per il comparto sicurezza, difesa e soccorso il limite massimo complessivo per l’acquisto di servizi di baby sitting passa dai mille ai 2 mila euro.

REDDITO DI EMERGENZA

Le famiglie che si trovano in difficoltà, causa emergenza Coronavirus, potranno presentare la domanda per ottenere il reddito di cittadinanza entro giugno. Due le mensilità massime previste, per un importo complessivo che va dai 400 agli 800 euro.

Allo stesso tempo, però, si dovrà essere in possesso dei requisiti d’accesso come:

  • la residenza in Italia;
  • un reddito familiare inferiore al REM;
  • un patrimonio immobiliare sotto i 10 mila euro;
  • un ISEE sotto i 15 mila euro.

E PER I LAVORATORI DOMESTICI?

Per quanto riguarda i lavoratori domestici, con uno o più contratti di lavoro a partire dal 23 febbraio 2020 e per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali, avranno per i mesi di aprile e maggio un’indennità mensile di 500 euro al mese.

Anche qui, a condizione che non siano conviventi con il datore di lavoro, né abbiano avuto accesso alle altre indennità contemplate nel Decreto legge del Cura Italia.

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