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Fb. Ig. In. Yt.

E-learning: la formazione aziendale

La formazione sta svolgendo sempre più un ruolo chiave all’interno delle aziende, non solo come strumento per supportare lo sviluppo di nuove competenze digitali al proprio interno ma anche per abilitare i cambiamenti nei modelli di lavoro e per l’impatto positivo che essa può avere sull’engagement e la valorizzazione dei talenti.

IL VALORE DELL’INVESTIMENTO IN FORMAZIONE

I budget degli investimenti aziendali destinati alla formazione non hanno subito particolari variazioni, risultando aumentati solo per un 20%. Questo è quanto emerge dalla lettura di un report elaborato da Osservatori.net: un quinto del budget aziendale è destinato alla formazione obbligatoria (22%) mentre la parte restante viene impiegata nello sviluppo manageriale, comportamentale, linguistico, tecnico e sul digitale.

La formazione manageriale e di leadership (come la capacità di delega, la pianificazione strategica e la gestione dei team, ndr) è l’ambito a cui viene destinato da parte delle aziende il maggior aumento di budget (46%), soprattutto nel comparto dei servizi. Seguono, in termini di rilevanza, la formazione sui comportamenti e sulle soft skill (38%) e quella sul digitale con un budget in crescita del 35%.

Sebbene la formazione tradizionale in aula rivesta ancora un peso rilevante nelle modalità di fruizione, cresce sempre di più l’interesse verso nuovi canali e approcci alla formazione, con un ripensamento delle attività in chiave digitale per un arricchimento e una migliore integrazione alle attività tradizionali.

Un’indagine a livello europeo del Brandon Hall Group ha evidenziato che il 48% delle aziende utilizza il digitale per le proprie strategie di formazione e apprendimento. In particolare, il 43% utilizza piattaforme collaborative e social come tool formativi.

Dall’indagine è emerso che, malgrado alcune criticità che talvolta possono manifestarsi nell’utilizzo degli strumenti tecnologici, questa modalità di apprendimento ha una forte correlazione con il miglioramento dei livelli di performance individuali e di produttività.

COME CAMBIA L’APPRENDIMENTO CON L’E-LEARNING?

Parlando del processo formativo, non si può prescindere dal modello elaborato da Malcom Knowles, uno tra i più noti studiosi americani dell’andragogia, che considera la peculiarità degli adulti come learner (soggetti in apprendimento, ndr), con le specifiche prospettive individuali. Questo modello suggerisce e necessita del coinvolgimento diretto dei soggetti destinatari delle iniziative formative in tutti gli stadi del processo.

Strettamente legato all’approccio andragogico è il costruttivismo, secondo cui il processo di apprendimento per essere veramente efficace deve essere costruito intorno al soggetto che apprende, ovvero learning centred.

Gli ambienti di apprendimento per essere efficaci devono essere strutturati favorendo la costruzione attiva della conoscenza. La centralità dell’esperienza e le necessità del singolo soggetto che apprende hanno determinato lo sviluppo dell’approccio del “learning by doing”, in cui non basta il solo «fare» come non basta il solo «pensare»: l’apprendere facendo implica un costante legame tra l’agire e il riflettere, tra la pratica e la teoria.

QUANTI VANTAGGI L’E-LEARNING!

L’e-learning è una delle industrie in rapida e continua crescita: dal 2000 ad oggi il tasso di crescita del mercato è stato del 900%! Secondo lo studio Brandon Hall, l’apprendimento attraverso l’e-learning in genere richiede dal 40% al 60% in meno della disponibilità di tempo da parte dei discenti per imparare gli stessi concetti rispetto alla modalità tradizionale in aula.

Questo perché la formazione può essere eseguita in modo asincrono e solo quando lo studente ne ha bisogno. Così il flusso dell’attività lavorativa non viene interrotto. È importante notare che il risparmio di tempo non influenza la qualità di apprendimento, tutt’altro. Dopo l’attuazione di un programma di formazione gestito in modalità e-learning, ad esempio, l’azienda IBM ha rilevato che i partecipanti al progetto hanno appreso quasi cinque volte di più, limitando quindi anche i costi per la sostituzione del personale impiegato nella formazione.

L’Istituto di ricerca americano per l’apprendimento ha rilevato come l’e-learning aumenti i valori di efficacia della formazione, soprattutto nel mantenimento delle informazioni e competenze acquisite a lungo termine dal 25% al 60%. Mentre i valori di ritenzione della formazione tradizionale in aula raggiungono l’8-10%.

Per gran parte delle aziende (42%) la formazione e-learning si è tradotta direttamente in ricavi o meglio in un aumento delle entrate. Secondo l’indagine condotta da IBM, ogni dollaro investito nei risultati di formazione online equivale a $30 dollari in produttività, soprattutto perché i dipendenti sono in grado di riprendere il proprio lavoro più velocemente applicando immediatamente le nuove competenze acquisite.

Questo è particolarmente rilevante per i team dei settori di vendita, in cui il tempo trascorso in campo è direttamente correlato ai guadagni e alla produttività.

Secondo i dati pubblicati dal CertifyMe.net sullo stato dell’e-learning nei processi di formazione aziendale, il 72% delle imprese credono che e-learning aiuti ad aumentare il proprio vantaggio competitivo, dando la possibilità di tenere il passo con i cambiamenti richiesti dal mercato.

Infine, i risparmi realizzati per ogni singolo dipendente sono superiori del 26% in quelle aziende che utilizzando strumenti digitali e piattaforme e-learning piuttosto che quelle che utilizzano solo la modalità tradizionale dell’aula. L’e-learning, pertanto, consente alle aziende di formare più spesso.

ENGAGEMENT: PERCHÈ COINVOLGERE I DISCENTI?

Tra gli elementi più significativi connessi all’introduzione delle nuove tecnologie, in relazione alla formazione, l’attenzione si focalizza su qualità/quantità di dati, interazione, spazio/tempo, competenze/ruoli, motivazione. Ed è soprattutto l’engagement uno degli aspetti più interessanti della modalità di apprendimento attraverso l’e-learning.

Il carattere distintivo di questo fenomeno è proprio la socialità intesa come produzione ed elaborazione di contenuti propri e interazione diretta tra gli utenti. Parlare di interazione rispetto ai processi di apprendimento è quasi riduttivo, poiché quello che si tende a organizzare è una vera e propria comunità di apprendimento che favorisca sia il superamento dell’isolamento del singolo, sia la valorizzazione dei suoi rapporti con il gruppo.

L’acquisizione da parte degli individui di conoscenze, abilità o atteggiamenti costituiscono il risultato di un’interazione di gruppo o, più chiaramente, un apprendimento individuale come risultato di un processo di gruppo.

Studi internazionali hanno da tempo rilevato che l’interattività, il supporto “peer to peer” e i sistemi di verifica immediati favoriscono un processo di apprendimento collaborativo anche nei luoghi di lavoro. Si è evidenziato che i social media, e in particolare gli ambienti virtuali 3D, migliorano la collaborazione, l’innovazione e l’apprendimento.

Alcuni manager ritengono che questi ambienti favoriscano l’apprendimento di gruppo, lo sviluppo della conoscenza e la collaborazione attraverso la persistenza dei contenuti, la condivisione delle informazioni e l’apprendimento realizzato mediante i giochi di ruolo e le simulazioni. Inoltre, la possibilità di memorizzare, accedere e condividere dati e informazioni crea un ambiente in cui i team virtuali si sentono impegnati e in grado di costruire reti sociali e relazioni potendo, attraverso i social media, co-creare contenuti e sviluppare nuove forme di collaborazione e di lavoro.

Una recente ricerca della University of Denver ha avuto modo di dimostrare proprio l’efficacia di quelle che vengono definite “game based learning platforms” (un altro modo per definire le piattaforme gamificate, ndr) nel creare coinvolgimento da parte dell’utenza nei processi di apprendimento.

In base a questa ricerca emerge che chi utilizza una piattaforma gamificata nei processi di e-learning acquisisce in media l’11% in più di conoscenza concreta, acquisisce il 14% in più di abilità basate sulle conoscenze appena acquisite e riesce a conservare circa il 9% in più di informazioni nel lungo periodo.

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