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«Fase 2»: chi riapre, chi no?

Il prossimo lunedì 4 maggio, scatterà la tanto attesa «Fase 2» dell’emergenza Coronavirus in Italia. Il Premier Conte ci ha spiegato, durante la conferenza stampa del 26 aprile di Palazzo Chigi, cosa potremmo e no fare e quali saranno le attività che potranno cominciare a riaprire.

Ma cerchiamo di fare ulteriore chiarezza. A partire dal 4 maggio, secondo il nuovo Dpcm, potranno aprire le attività i cui codici Ateco siano in linea con le misure anti contagio. In sostanza, potranno riaprire:

  • tutte le attività industriali;
  • tutte le attività del settore dell’edilizia;
  • tutte le attività di commercio all’ingrosso;
  • tutte le attività professionali e di servizi delle aziende;

Mentre, contrariamente a quelle elencate, le attività che non potranno riaprire il 4 maggio sono:

  • bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie, se non con la possibilità di effettuare oltre alla già concessa vendita “a domicilio”, di fare anche la vendita “da asporto”. Cioè dare la possibilità al cliente di entrare nel locale per ritirare la propria merce. Il tutto sempre indossando guanti e mascherine e tenendo la distanza di sicurezza;
  • gli esercizi commerciali al dettaglio (negozi);
  • palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.

«FASE 2»: MA QUANDO RIAPRIRANNO?

Cerchiamo di fare chiarezza anche su questo. Dal 18 maggio, potranno riaprire gli esercizi commerciali al dettaglio (negozi) ma ovviamente sempre rispettando le misure anti contagio.

Il negozio dovrà quindi garantire:

  • la distanza interpersonale di almeno un metro;
  • l’ingresso dilazionato per evitare affollamenti;
  • la permanenza dei clienti all’interno del negozio soltanto per il tempo necessario all’acquisto.

COSA SUCCEDE IL 1 GIUGNO?

A partire, infine, dal 1 giugno 2020 potranno entrare nella «Fase 2» dell’emergenza Coronavirus tutte le attività di cura della persona come barbieri, parrucchieri e estetisti. Ma rimarranno ancora chiusi luoghi come bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie.

ANCORA IN SOSPESO…

Quelle elencate fanno riferimento a un numero limitato delle molte attività presenti in Italia, e delle quali per alcune ancora non è stato possibile indicare una data di possibile riapertura.

Infatti di attività come palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi non sappiamo ancora nulla se quando e come potranno tornare in funzione.

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