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«Fase 2», Conte lavora al Dpcm

Si ripartirà dai settori con il grado più basso del rischio. L’intenzione del Premier rimane quella di varare entro sabato 11 aprile un Decreto il più “pulito” possibile.

L’Oms e gli esperti del Comitato tecnico scientifico – come riporta anche Il Sole 24 Ore – smorzano gli entusiasmi e avvertono:

La «fase 2» va gestita con estrema cautela, a tappe, con allentamenti progressivi ogni due settimane“.

Ma il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, pressato da una parte dalla maggioranza e dalle aziende (prevalentemente quelle del Nord Italia) sa di dover concedere almeno un primo “assaggio” di riapertura.

DPCM PREVISTO PER SABATO

Il nuovo Dpcm, con il lockdown attuale previsto fino al 13 aprile, dovrebbe essere varato entro sabato 11 aprile. E dovrebbe limitare la ripresa di alcune delle attività produttive con un grado di rischio basso.

Riuscendo a seguire lo schema commissionato da Palazzo Chigi all’Inail e al Comitato tecnico scientifico, che ha elencato tre gradi di rischio per ogni categoria lavorativa, da metà aprile potrebbe tornare in attività le aziende più collegate alle filiere ritenute essenziali.

UN DECRETO «PULITO»

Il Premier vuole chiudere il Dpcm quando il dossier sarà il più completo e “pulito”. Soltanto allora si potranno convocare le parti sociali, come anche i sindacati hanno sollecitato.

I SETTORI PIÙ A RISCHIO

In vista della «fase 2» le figure professionali più a rischio si trovano nel settore sanitario, nell’istruzione prescolastica e negli asili nido. Questo perché figure maggiormente esposte al contatto interpersonale.

Mentre per quanto riguarda l’agricoltura, qui l’indice di rischio è considerato basso.

Le misure di contenimento – spiega il prof.re Sebastiano Fradda dell’Inapp – vanno fatte rispettare rigorosamente. Passata l’emergenza sanitaria va considerato che esistono settori dove il rischio di contagio, dovuto alla prossimità fisica, appare più basso“.

Di seguito le attività con l’indice di prossimità fisica dei lavoratori più basso:

  • coltivazioni agricole e prodotti animali;
  • attività legali e contabilità;
  • famiglie come datori di lavoro per personale domestico;
  • raccolta e smaltimento dei rifiuti;
  • servizi di vigilanza e investigazione;
  • industria del legno e fabbricazione di mobili;
  • attività immobiliari;
  • consulenza aziendale;
  • organismi extraterritoriali;
  • industria delle bevande;
  • riparazione di computer e di beni per uso personale e per la casa.
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