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«Fase 2», sì alla mobilità tra regioni

Nella «Fase 2» dell’emergenza Coronavirus in Italia, sarà possibile spostarsi da una Regione all’altra? La decisione è attesa entro il 26 maggio, decisivo l’andamento della curva del contagio

A partire dal 3 giugno – come riportato da TGCOM24 – la libertà di movimento all’interno del Paese non potrà essere completamente libera. Determinante l’indice Rt. Un esempio? Dalla Lombardia, sarà possibile spostarsi solo verso il Molise o l’Umbria.

La «Fase 2» dell’emergenza Coronavirus in Italia è entrata nel vivo, anche se resta una grossa incognita sulla libertà di movimento all’interno dei confini nazionali. Gli spostamenti tra una Regione e l’altra, infatti, non sono ancora possibili e la data per saperne di più è quella del 3 giugno.

Tutto dipenderà dai dati che saranno riportati nel documento del 29 maggio: l’apertura potrebbe non essere totale, ma consentirà solo lo spostamenti tra regioni con lo stesso indice di contagio.

«FASE 2»: LIBERTÀ, MA NON PER TUTTI

Ma che cosa significa questo? Che non è certo del fatto che, dal 3 giugno, ci sia la libertà assoluta di spostarsi in Italia. Il Corriere della Sera, infatti, ha spiegato che le riaperture saranno fortemente condizionate dal report settimanale che fornirà le indicazioni per concedere il via libera agli spostamenti tra regioni. Alla base, c’è lo scopo principale di impedire i movimenti a chi proviene da regioni con lo stesso maggior numero di contagi.

STESSO LIVELLO DI RISCHIO

Saranno le regioni che presenteranno lo stesso livello di rischio di contagio da Coronavirus a non avere barriere. Il Governo, in pratica, sta studiando l’ipotesi secondo la quale dal 3 giugno sarà possibile muoversi liberamente soltanto tra le regioni che presentano lo stesso livello di rischio. Per questo motivo ogni singola Regione avrà l’obbligo di comunicare i parametri e un incrocio di dati per poter fornire una valutazione complessiva.

REGIONI: CHE DATI DEVONO FORNIRE?

Nello specifico, le regioni dovranno rendere noto:

  • l’Rt (ovvero il tasso di contagiosità che ha sostituito l’R con 0, ndr);
  • il numero dei tamponi effettuati e altri dati sul sistema sanitario;
  • le terapie intensive.

L’incrocio di queste informazioni, permetterà al Governo di definire se l’indice di rischio sia basso, medio oppure alto. E anche i movimenti andranno di conseguenza, nel senso che da una Regione con un rischio alto non ci si potrà spostare in un’altra con un rischio basso.

E DALLA LOMBARDIA, DOVE POSSO SPOSTARMI?

Facendo un esempio, se ci basiamo sui dati della settimana precedente, dalla Lombardia (la Regione più colpita dall’epidemia del Coronavirus) ci si potrà spostare soltanto verso le Marche oppure l’Umbria, dal momento che sono le uniche che presentano un rischio moderato di contagio.

«FASE 2»: LE ESIGENZE DEL TURISMO

Ogni provvedimento che verrà adottato, comunque, non sarà definitivo ma subordinato ai report e agli aggiornamenti settimanali. Ci troviamo, però, sempre nel campo delle ipotesi e le opinioni sono delle più diverse.

Il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha ribadito che:

Non verranno aperte le aree con rischio alto“.

Mentre il governatore della Liguria, Giovanni Toti, è uno dei principali fautori della libertà di movimento per dare una chance all’economia e al turismo. Proprio la stagione estiva alle porte rende necessario fare chiarezza sugli eventuali movimenti consentiti. Il premier Giuseppe Conte ci ha invitato a fare le vacanze in Italia: ma potremmo davvero farlo?

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