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George Floyd: Minneapolis in fiamme

A Minneapolis non si placano le proteste per l’uccisione dell’afroamericano George Floyd da parte della Polizia. Il commissariato della Polizia, occupato e incendiato. Anche il Presidente americano Donald Trump è intervenuto su quanto accaduto con un tweet:

Totale mancanza di leadership – ha twittato Trump – . Ho appena parlato con il governatore Tim Walz e gli ho detto che i militari sono con lui fino in fondo“.

Non si placano le proteste a Minneapolis – come riporta Il Fatto Quotidiano – , negli Usa, nel mezzo dello sdegno per la morte del 46enne afroamericano George Floyd soffocato da un agente di Polizia durante un fermo. I manifestanti, hanno date alle fiamme il commissariato di Polizia, costringendo gli agenti all’interno ad abbandonarlo.

Tutto è accaduto intorno alle ore 22 locali. Secondo quanto riportato dalla Cnn, gli agenti sarebbero stati costretti dai manifestanti a erigere una barricata intorno alla sede della Polizia presa d’assalto. Alcuni però sono comunque riusciti a entrare e dare fuoco agli uffici, portando così all’evacuazione dell’edificio.

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In tutta la città di Minneapolis, per protesta nei confronti dell’uccisione di George Floyd, si sono registrati atti di violenza: centri commerciali infiammati e presi d’assalto, auto in fiamme, strade invase dai lacrimogeni, collegamenti pubblici sospesi. Un caos che ha portato il Sindaco Jacob Frey a dichiarare lo stato d’emergenza locale per 72 ore.

È inaccettabile – ha detto Frey – quello che abbiamo visto nelle ultime ore e nelle ultime due notti in termini di saccheggi. Le nostre comunità non possono tollerarlo e non lo tollereranno“.

Ieri, per cercare di placare i disordini, è intervenuto anche il capo della Polizia di Minneapolis:

Chiedo scusa nel modo più assoluto per la pena, la devastazione e il trauma che la morte di George Floyd ha provocato alla sua famiglia e ai suoi cari“.

Da New York Oakland, in California, a Denver, in Colorado: manifestazioni di rabbia si sono scatenate in diverse città degli Stati Uniti. Cortei e sit-in anche a Chicago e San Francisco. Molto dure nei confronti del Sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, da parte di Donald Trump:

Totale mancanza di leadership – ha twittato il Presidente americano – da parte del Sindaco di Minneapolis. Ho appena parlato con il governatore Tim Walz e gli ho detto che i militari sono con lui fino in fondo“.

Ma Frey non ha tardato a rispondere alle accuse social di Trump durante la conferenza stampa:

Debolezza – ha detto – significa rifiutare di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Debolezza è puntare il dito contro qualcun altro in un momento di crisi. Donald Trump non sa nulla della forza di Minneapolis, siamo forti da morire. È un momento difficile, ma ce la faremo“.

Le proteste hanno toccato l’apice martedì scorso, un giorno dopo la morte di George Floyd che, immortalato in un video, si vede supplicare mentre l’agente Derek Chauvin gli preme il ginocchio sul collo. In pochi secondi, si vede Floyd smettere di agitarsi e muovere.

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