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Giornata Mondiale delle Api: senza di loro…

Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita“.

Un’affermazione che viene attribuita (erroneamente, ndr) ad Albert Einstein, ma che ben rappresenta il valore inestimabile che questi insetti rappresentano per la sopravvivenza del Pianeta.

Per ricordarlo, il 20 maggio si celebra la Giornata mondiale delle Api (World Bee Day): istituita dall’Onu, questa ricorrenza ha l’obiettivo di informare e sensibilizzare i cittadini sul ruolo di questi preziosi impollinatori, che sono a serio rischio estinzione. Appartenenti alla famiglia degli imenotteri, le api danno un contributo fondamentale al mantenimento della biodiversità: si stima, infatti, che il 90% del cibo che mangiamo sia frutto del loro lavoro di impollinazione, messo in pericolo da inquinamento, cambiamenti climatici, uso intensivo di fitofarmaci per l’agricoltura e malattie.

🍯 LA POPOLAZIONE DELLE API SI È QUASI DIMEZZATA

Gli impollinatori – come riporta Il Correre – , che sono uno tra gli indicatori biologici della qualità dell’ambiente, rappresentano attualmente una delle emergenze ecologiche più importanti poiché non solo muoiono per cause naturali e ambientali, ma anche per mano dell’uomo.

In 30 anni, dal 1980 al 2010, la popolazione mondiale delle api si è ridotta quasi del 40%!

F.A.I.: «APICOLTORI IN AUMENTO, MA CALA LA PRODUZIONE»

Secondo dati rilasciati dalla Fai (Federazione apicoltori italiani), gli apicoltori in Italia sono in costante aumento: ai 65mila censiti ne vanno aggiunti altri 10mila che, specie tra i giovani e nonostante la pandemia, stanno manifestando il proposito di avvicinarsi a questo tipo allevamento.

Non solo, è stato registrato anche l’incremento costante del patrimonio apistico nazionale che nel censimento del 2020 ha raggiunto la quota di 1.950.000 alveari per un valore stimato di 500milioni di euro. Il punto critico dell’apicoltura italiana, però, è quello della produzione del miele, il cui valore potenziale annuo è atteso in circa 25mila tonnellate e che invece, da ormai cinque anni, è soggetto a una costante riduzione dovuta alle avversità atmosferiche e ai cambiamenti climatici.

COLDIRETTI: «50MILIARDI DI API ALLA FAME A CAUSA DEL CLIMA»

Un problema, sottolineato anche dalla Coldiretti, che ha messo in luce come gli effetti del clima abbiano stravolto le fioriture e ridotto alla fame almeno 50miliardi di api solo in Italia.

In particolare quest’anno, l’inverno bollente e la primavera segnata da ripetute gelate hanno creato in molte regioni gravi problemi agli alveari con le api che non hanno avuto la possibilità di raccogliere il nettare, a causa delle basse temperature che hanno danneggiato i fiori. Le anomalie del meteo che si sono registrate hanno colpito le piante in piena fioritura con conseguenze sul raccolto di miele, mentre pioggia e vento hanno ulteriormente ostacolato l’attività di bottinatura delle api.

Un intervento straordinario e costoso — sottolinea Coldiretti — attuato con ‘biberon’ di sciroppo a base di zucchero o miele distribuiti negli alveari per consentire la sopravvivenza degli sciami e delle stesse regine“.

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