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Come perdere peso nel quotidiano?

Partiamo da una cosa semplice: usi la forza di volontà per leggere questo articolo o per leggere le notizie sul giornale o le tue mail al mattino?

Sicuramente usi inizialmente la volontà che ti spinge a leggere, poi tutto il resto di bello e coinvolgente che succede durante la lettura avviene nella parte emozionale della tua mente. Con la forza di volontà prendiamo una decisione razionale. Ma non funziona per perdere peso.

PERDERE PESO: LA FORZA DI VOLONTÀ DURA 15-20 GIORNI

Quindi possiamo anche decidere di non mangiare più il cioccolato ma poi finire l’intera barretta a fine giornata. Questo anche se quando avevamo deciso di non mangiarne più ci sentivamo davvero sicuri di resistere e di farcela.

Non è molto diverso da quando il lunedì mattina prendi il proposito di metterti a dieta e ne sei assolutamente certo. Ma il lunedì sera, tornato a casa da una giornata faticosa, non ti importa più nulla di quel proposito e mangi tutto ciò che c’è a tavola dimenticandoti di quello che la mattina sembrava un desiderio ferreo e inoppugnabile.

Quindi la nostra parte razionale ha deciso di non mangiare una certa cosa, ma la nostra parte emozionale non parla lo stesso linguaggio, parla il linguaggio delle emozioni. Perciò se vogliamo che la parte comportamentale segua le nostre intenzioni, fino a portarci al risultato, dobbiamo imparare il suo linguaggio e parlare la sua lingua.

C’È MANIPOLAZIONE NELLA PNL?

Niente che non sia attivato dalla tua voglia di cambiare e crescere come persona. Tu penserai che il tuo obiettivo sia già bello chiaro, ma il problema a volte sta nel fatto che stare a dieta non è un obiettivo che dipende sempre da te. Giusto?

Arriva un invito, un compleanno, un impegno, la stanchezza serale e tutto va all’aria e ti ritrovi a mangiare popcorn davanti alla TV. Ti sarai chiesto tantissime volte come interrompere quell’automatismo e come riuscire a smettere quando vuoi, quando ancora non sei andato ancora oltre, a come riprendere il controllo.

Il problema è che in quei momenti sei già con le mani nella marmellata ed è troppo tardi. Il lavoro deve essere preparato a freddo e per tempo, sapendo che il momento di difficoltà prima o poi bussa alla porta e quelle abitudini conoscono la strada perché le hai allenate tante volte.

So che ti sarai chiesto perché non riesci, ma immagino che tu non abbia ancora trovato la risposta. Se ti stai ponendo domande come:

«PERCHÉ NON RIESCO A SMETTERE QUANDO MANGIO TROPPO?»

La domanda non è formulata correttamente per trovare la soluzione. Se, ad esempio, mi chiedessi perché non sono bravo in inglese, è una domanda utile?

La mia mente prima penserà che non sono brava perché la mia insegnante a scuola non era coinvolgente, poi forse penserà che non mi sono allenata abbastanza e alla fine giudicherà la mia persona dicendo che non sono intelligente come dovrei essere.

Se ci facciamo domande che non indicano già la soluzione, la nostra mente inconscia non capirà cosa fare e rimarrà bloccata nel problema.

Quindi, se mi chiedo perché non riesco mai a smettere di mangiare mentre guardo la TV come posso riformulare la frase e orientarla nella giusta direzione? Innanzitutto per adesso è sufficiente un primo concetto:

PERDERE PESO: LA MENTE INCONSCIA NON CAPISCE LE FRASI DETTE AL NEGATIVO

Se ti dico di non pensare a una torta appena sfornata che profuma tutta la cucina cosa succede? Che ci hai appena pensato.

Se passo la settimana a dieta pensando che nel giorno libero potrò mangiare la pizza più buona che esiste cosa succede? Che tengo a mente la pizza per tutto il tempo, che il giorno libero settimanale probabilmente lo trascorro a mangiare dall’alba al tramonto.

È come quando devi superare un tir in autostrada e sei consapevole che non devi guardare il tir altrimenti ci vai addosso e non devi guardare il guardrail altrimenti ci finisci contro. In quel caso sai che devi guardare solo la strada, cioè la soluzione, ossia il tuo obiettivo.

Quindi devo dire alla mia mente inconscia cosa voglio in modo molto specifico, imparando a creare il mio obiettivo.

OGNI OBIETTIVO HA PRECISE CARATTERISTICHE PERCHÉ TI POSSA PORTARE AL RISULTATO VOLUTO

La tua parte abitudinaria sa fare solo ciò che ha sempre fatto e ciò a cui si è abituata e se non le dai istruzioni molto precise su come comportarsi ti propone ciò che già sa. L’obiettivo deve:

  • essere espresso sempre in positivo, quindi decido cosa voglio ottenere e non ciò che voglio evitare. Se mi dico tutto il tempo che non voglio pensare al cibo o che non voglio restare sovrappeso non funzionerà. Invece dico da oggi cosa voglio, che voglio pesare tot kg entro il…;
  • avere una scadenza definita, quindi non funziona se dico che mi metto a dieta da domani o da lunedì;
  • essere specifico, voglio la taglia n. …, il viso asciutto, la schiena elastica ecc. Metti quanti più vantaggi possibili che ti indicheranno gli elementi che saranno evidenti quando potrai dire di aver raggiunto ciò che vuoi. Vuoi fare movimento, quali attività e come? Cosa mangerai, che stile di abiti indosserai, cosa ti dirai e come ti sentirai?;
  • essere credibile, non posso perdere 10 kg in un mese o mettere l’asticella troppo alta, altrimenti sto solo preparandomi a un’ennesima delusione. Voglio un obiettivo che mi tenga attenta, quindi non facilissimo da raggiungere, un obiettivo che richieda impegno ma che sia alla mia portata e alla portata di chiunque si impegni;
  • essere motivante, farmi percepire da subito i vantaggi immediati, la libertà, il sollievo e la liberazione dopo ogni pasto, a ogni fine giornata e non solo alla fine del percorso. Voglio quindi godermi il viaggio e non solo godermi il mio risultato il giorno che avrò perso 10 kg.

Vogliamo ricordarci che se godo oggi di cosa sono riuscito a fare diversamente da ieri, la mia parte comportamentale tenderà a ripetere il comportamento utile.

Se invece aspetto di godermi il risultato solo quando sarò a -10 kg, il percorso sarà stato stressante e sempre in attesa di qualcosa, quindi il risultato durerà poco e sarà solo lo specchio di come ho trascorso il tempo per raggiungere l’obiettivo.

Voglio poi stabilire dei micro obiettivi monitorabili, da me o da chi mi segue nel percorso e cercare le persone intorno a me che possano non solo essermi d’aiuto e sostenermi nelle difficoltà, ma anche che celebrino con me ogni piccolo risultato, ogni piccolo comportamento installato, ogni piccolo traguardo raggiunto.

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Laureata in Giurisprudenza nel 2002, ha esercitato la professione di avvocato civilista fino al 2013. La passione per il PNL l'ha portata al conseguimento del Master in Professional Coaching, diventando la prima trainer in Sardegna del metodo "Giusto Perso per Sempre". Attualmente ricopre i ruoli di Master Practitioner, Life Coach e Master Trainer e insegna e certifica in PNL.

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