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Il calcolo percentuale

Una delle problematiche più frequenti legate ai calcoli di Excel è data dal calcolo percentuale. Ma qual è il modo più efficace per calcolarla? Ottima domanda! Peccato che sia decisamente imprecisa.

Di quale tipo di percentuale stiamo parlando?

Percentuale di incidenza, percentuale di variazione, percentuale di aumento, percentuale di sconto? In tutti questi casi, comunque, è la matematica a essere nostra alleata.

In Excel non esiste infatti nessuna formula che permette di calcolare direttamente una percentuale.

Iniziamo con gli esempi pratici. In una tabella abbiamo una serie di celle che indicano le unità vendute in anno per nove categorie diverse di prodotti, vogliamo calcolare la percentuale di incidenza rispetto alle unità complessivamente vendute.

Il dato della prima categoria di prodotti si trova nella cella F2, mentre il totale assoluto è presente nella cella F12, come si nota osservando l’immagine.

Tabella Excel con esempio di dati di cui trovare le percentuali di incidenza.
I dati di cui trovare le percentuali di incidenza.

Nella casella G2 impostiamo il calcolo: si tratta di una banalissima divisione. Il dato parziale deve essere diviso per il dato totale.

=F2/F12 è la sintassi

Lo slash (/) in Excel è da sempre il simbolo della divisione. Attenzione però! Dovendo Dovendo trascinare in basso questa funzione i due riferimenti slittano in basso di una riga alla volta.

F2 diventa F3, andando correttamente a prendere il dato di vendita della categoria successiva, ma F12 diventa F13 che è una cella vuota e comunque non corrisponde alla cella contente il dato che deve fare da divisore.

È necessario quindi trasformare F12 in un riferimento assoluto, inserendo i simboli $ attraverso la pressione del tasto F4.

La sintassi corretta della formula è quindi: =F2/$F$12

Senza questo accorgimento la formula andrebbe riscritta a mano riga per riga, costringendoci a perdere un sacco di tempo inutilmente.

Il nostro risultato del calcolo però è pari a 0,0911. È corretto? Ovviamente sì. Quando un numero viene diviso per un numero più grande il risultato è sempre inferiore a 1. Fatto sta che ai nostri occhi quel dato non è una percentuale.

Per ovviare al problema ci basta semplicemente modificare il formato del numero. Nel gruppo Numeri della scheda Home troviamo infatti il menù a tendina del formato numero da cui scegliamo Percentuale, come nell’immagine.

Tabella Excel del formato Percentuale nel menù a tendina di Formato numero.
Il formato Percentuale nel menù a tendina di Formato numero.

Il risultato della formula diventa quindi 9,91%. Il numero ha acquisito il simbolo della percentuale e soprattutto è stato moltiplicato per cento. Tutto questo grazie all’applicazione del formato Percentuale.

Non serve, quindi, anzi è assolutamente sbagliato, inserire *100 direttamente all’interno della formula perché non riusciremo mai ad avere il simbolo % accanto al numero della nostra cella.

Chiaramente il formato percentuale si può assegnare alle celle sia prima di aver effettuato il calcolo che dopo. Si può anche usare il pulsante Stile percentuale che troviamo nel gruppo Numeri della scheda Home: in questo caso però il formato percentuale risulta privo di cifre decimali.

Quando invece si tratta di calcolare una variazione in percentuale allora il discorso è diverso.

Se ho ad esempio in una cella il dato relativo al fatturato dell’anno 2014 e voglio sapere di quanto è aumentato o diminuito rispetto all’anno precedente mi basta effettuare una semplice sottrazione.

Se prendiamo come riferimento ciò che vediamo nella prima immagine scriveremo B3-B2, ovvero il dato dell’anno più recente meno quello dell’anno più vecchio.

Tabella Excel con un esempio di fatturati annui.
Una tabella con i fatturati annui.

Per avere la percentuale dobbiamo dividere il risultato della sottrazione per la base di calcolo, ovvero il dato meno recente. Il confronto deve avvenire sempre rispetto al dato più vecchio, visto che vogliamo sapere se la nostra nuova performance è stata migliore o peggiore e di quanto.

La sintassi completa della formula è quindi =(B3-B2)/B2

Ovviamente le parentesi tonde servono per far sì che la sottrazione sia effettuata prima della divisione. È una regola algebrica: le moltiplicazioni e le divisioni hanno sempre la precedenza rispetto alle addizioni e alle sottrazioni. Le parentesi tonde modificano questa regola di precedenza.

Applicando il formato percentuale e trascinando la formula sia otterranno sia dei risultati positivi, che indicano un aumentano, sia dei valori con il segno meno davanti, che indicano una diminuzione.

Tabella Excel con la formula della variazione in percentuale completa.
La formula della variazione in percentuale completa.

Le percentuali di variazione, di diminuzione, di aumento e di sconto si calcolano tutte nel modo che abbiamo visto.

Diverso invece è il caso in cui si vuole aggiungere o sottrarre un valore percentuale ad un numero.

Se per esempio voglio aumentare un prezzo del 20% la formula che scriverò, posto il prezzo in B2 e la percentuale di aumento in C2, sarà: =B2+B2*C2 oppure B2*(1+C2).

In entrambi i casi al prezzo viene aggiunto il suo 20%. Se invece ad un certo prezzo vogliamo assegnare prima un ricarico del 20% e poi uno del 10%, possiamo avvalerci di un’unica formula sfruttando le parentesi, come visibile nell’immagine.

Tabella Excel con esempio di calcolo che lavora con due diversi aumenti.
Un calcolo che lavora con due diversi aumenti.

Ricordiamo che in Excel nella sintassi di una formula si usano solo le parentesi tonde, dato che le quadre e le graffe hanno un significato che trascende completamente la matematica.

Quando parliamo di sconti l’unica differenza consiste nel fatto che non eseguiamo più addizioni ma sottrazioni.

Basta però poco per commettere errori in Excel quando si parla di percentuali. Per scrivere una percentuale in una cella esistono infatti due metodi:

  • o si scrive il numero seguito dal simbolo %;
  • oppure si assegna alla cella il formato Percentuale prima di scrivere il valore numerico, altrimenti il numero da noi digitato verrà moltiplicato per 100.

Teniamo però presente che Excel vede sempre i valori percentuali come dei valori che vanno da 0 a 1. Ad esempio, 25% equivale a 0,25, 70% equivale a 0,7, 5% è pari a 0,05 e così via.

Bisogna tenere presente questa caratteristica quando si lavora con le condizioni di una funzione logica come il SE, il PIÙ.SE la E o la O, oppure nella definizione di una Formattazione condizionale o di una Convalida dati.

Se scriviamo maggiore di 50 in presenza di dati che vanno dallo 0% al 100%, Excel non intende 50%, bensì 5000%!

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Laureatosi nel 2003 in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Milano, si occupa di insegnare materie informatiche dal 2004. La sua filosofia professionale lo spinge sempre ad ascoltare i reali bisogni degli allievi, per capire ciò che veramente vogliono imparare. Collabora tuttora con importanti società.

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