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Immuni: da oggi (forse) l’app sarà scaricabile

La sperimentazione dell’app Immuni, per il tracciamento anti-contagio contro il Coronavirus, potrebbe partire il 3 giugno ma soltanto in quattro regioni: Puglia, Abruzzo, Marche e Liguria. Ma il garante per la privacy non ha ancora dato il nullaosta per il lancio dell’applicazione.

Non poca confusione – come scrive Repubblica – sta generando l’app Immuni. Tra ritardi, la poca chiarezza iniziale sulle caratteristiche e una strategia comunicativa da parte del Governo autolesionista, l’esordio del sistema digitale italiano per il tracciamento dei contatti da Coronavirus rischia di essere alquanto difficile.

A cominciare dal debutto, visto che al momento né il Ministero né il Dicastero della Salute confermano una data di attivazione e dei termini per la sperimentazione.

Stando a quanto detto nelle settimane passate, l’applicazione sviluppata dall’azienda milanese Bending Spoons sfruttando gli strumenti tecnici sia della Apple sia di Google, da oggi (lunedì 1 giugno 2020) Immuni potrà essere scaricata gratuitamente sul proprio smartphone. La sperimentazione, però, dovrebbe partire ufficialmente il 3 giugno in quattro regioni:

  • Puglia;
  • Abruzzo;
  • Marche;
  • Liguria.

Più che di una sperimentazione – ha spiegato Pierluigi Lopalco, epidemiologo a capo della task force pugliese per l’emergenza Coronavirus – si tratterà di un test di pochi giorni, forse una settimana, per provare le funzionalità dell’app“.

IMMUNI: COME FUNZIONA?

Ipotizzando il fatto che Immuni venga scaricata da oltre metà della popolazione, l’app potrebbe consentire di contenere una possibile recrudescenza dei contagi da Coronavirus e aiutare nella «Fase 2».

Una volta installata, basterà inserire alcuni dati come il proprio Comune di residenza e il sistema funzionerà in automatico. Saranno gli stessi smartphone sui quali Immuni verrà installata a scambiarsi dei codici generati automaticamente e in maniera anonima, così da poter risalire a chi è a rischio nel caso qualcuno risulti più contagiato.

Se una persona, poi, dovesse contrarre il Coronavirus sarà compito dell’Asl di riferimento inviare un messaggio di allerta su tutti i telefoni di coloro che sono venuti in contatto con quell’utente, anche in maniera inconsapevole.

“Se sono in fila al supermercato – precisa Lopalco – e non viene rispettata la distanza di un metro, il mio smartphone scambierà un codice con il telefono di chi mi è accanto. A quel punto, se io il giorno dopo dovessi risultare positivo, la persona che inconsapevolmente è stata a contatto con me lo verrà a sapere”.

PRIVACY

Il tutto nel massimo rispetto della privacy. I dati raccolti, infatti, saranno conservati sui singoli dispositivi e non su un server centrale. Il sistema non traccerà gli spostamenti ma solo i contatti di prossimità tra gli smartphone e i dati raccolti potranno essere condivisi solo con l’autorizzazione del proprietario dello smartphone.

Infine, ogni dato raccolto e condiviso con il server centrale, gestito da Sogei, saranno cancellati entro dicembre 2020. Ma nelle ultime ore si è registrato l’alert di un virus informatico diffuso diffuso in queste ore da una finta mail che si richiama a Immuni. Attenzione! Perché oltre a un link malevolo, veicola un ransomware che vi richiederà un riscatto tenendo sotto scacco il vostro computer.

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