Lezione-online fornisce corsi di formazione e-learning a più di 60mila studenti.

Fb. Ig. In. Yt.

Inglese: la lingua più parlata al mondo?

Sai qual è la lingua più parlata al mondo? Scommetto che hai immediatamente risposto “l’inglese!“, ma sei sicuro che sia veramente così?

Quando si osservano le classifiche delle lingue più parlate nel mondo i dati non sono mai uniformi, dipende sempre dal metro di paragone che si decide di usare. Inoltre è impossibile conoscere il numero esatto di persone che parlano una determinata lingua.

In ogni caso i numeri, anche se approssimativi, ci mostrano un dato certo: la lingua più parlata nel mondo è il cinese che conta un miliardo di madrelingua, una persona su 6.

Medaglia di bronzo per la lingua inglese, dietro allo spagnolo, con quasi 400 milioni di madrelingua. Ma mantiene il primato assoluto con circa 1 miliardo e 200 mila persone parlanti nel mondo e lingua ufficiale di ben 59 nazioni.

INGLESE: LA LINGUA DEI RAPPORTI INTERNAZIONALI, DEL COMMERCIO E DI INTERNET

Ma quando ha assunto questo primato nella comunicazione internazionale? È sempre stato così? La risposta è no!

Nel corso della storia la società ha sempre avvertito l’esigenza di una lingua franca, una lingua che facilitasse le comunicazioni tra popoli diversi. Prima fra tutte il latino, che ha unito per secoli la comunicazione fra diverse popolazioni e poi sostituito dal francese.

L’attuale diffusione della lingua inglese trova le sue origini nella storia della Gran Bretagna, che dal Medioevo è stata una delle nazioni più potenti d’Europa.

Infatti, è a seguito dell’espansione dell’Impero Britannico che la lingua inglese comincia a diffondersi nel mondo, fino ad arrivare oltreoceano grazie all’emigrazione dei parlanti nativi verso l’America e l’Australia.

Il recente processo di globalizzazione, che vede le più grandi potenze economiche parlare inglese, ha definitivamente incoronato l’inglese come lingua globale per eccellenza. È chiaro, quindi, che conoscerlo è ormai essenziale.

Uno dei migliori modi per imparare una lingua straniera è vivere per qualche tempo all’estero. I motivi sono molteplici:

  • impari in poco tempo, perché sei immerso continuamente nella lingua e sei costretto a comunicare esclusivamente in inglese, migliorando le tue capacità di espressione orale e di comprensione;
  • vivendo sul territorio impari il “vero” inglese, quello realmente parlato dai native speaker fatto di slang, espressioni colloquiali e dialetti;
  • hai la possibilità non solo di conoscere, ma anche di vivere in prima persone la cultura e le tradizioni di quella nazione.

Nulla è più efficace di un’esperienza all’estero per arricchire il tuo CV. Fare esperienze professionali all’estero, anche brevi, dimostra che sei una persona intraprendente, capace di affrontare le sfide, di uscire dalla zone di comfort e di relazionarsi con altre culture.

Ma prima di preparare le valigie, devi valutare attentamente la destinazione, il budget che hai a disposizione, il motivo per cui ti trasferisci e il tipo di lavoro che vuoi trovare.

📌 10 CONSIGLI UTILI SULLA LINGUA INGLESE

1. LA SCELTA DELLA DESTINAZIONE: LONDRA NON È L’UNICA CITTÀ DISPONIBILE

La Gran Bretagna offre diverse città dove è possibile trasferirsi per imparare l’inglese.

La scelta della meta dipende da diversi fattori, tra i quali il budget di spesa che hai a disposizione e il tipo di carriera che vuoi intraprendere. La City, infatti, ha sempre il suo fascino ma il costo della vita è molto alto e la concorrenza lavorativa è alta.

Se il tuo intento è trovare un lavoretto per mantenerti qualche mese, la scelta dovrà ricadere nel settore hospitality o nel commercio e diverse città offrono molte occasioni: Bristol, Brighton, Liverpool, Cork e tante altre.

Se, invece, desideri una professione più qualificata (magari in linea col tuo percorso di studio), ti consiglio di optare per Londra, Birmingham o Manchester, destinazioni principali per gli uomini d’affari di tutto il mondo.

2. «DO YOU SPEAK ENGLISH?»

Sfatiamo un mito: posso trasferirmi senza la minima conoscenza della lingua?

Prima di partire devi conoscere un minimo di inglese, è sufficiente un livello base (A1-A2) che ti permetta di comunicare in situazioni colloquiali come presentarti, fare la spesa, chiedere informazioni e soprattutto affrontare un colloquio di lavoro.

La professione che potrai fare dipenderà molto dal tuo livello di lingua, non a caso inizialmente gli expat lavorano come lavapiatti, addetti alle pulizie o in cucina.

3. LAVORO ALLA PARI

Il metodo più economico per vivere un periodo all’estero senza spendere cifre importanti è il lavoro alla pari.

Grazie a questa particolare tipologia di lavoro, puoi soggiornare presso una famiglia ospitante. In cambio di vitto o alloggio e un piccolo compenso dovrai fornire aiuti domestici e prenderti cura dei bambini.

4. DIMENTICA IL CV FORMATO EUROPEO

Fai delle ricerche e informati sulla struttura che gli inglesi utilizzano per i loro CV. Sicuramente dovrai tradurlo correttamente e adattarlo al ruolo per cui ti stai candidando.

Esistono molti siti di offerte di lavoro a cui inviare il CV, ma non dimenticare la consegna porta a porta che resta un valido supporto.

5. ISCRIVITI AI GRUPPI DEGLI EXPAT SUI SOCIAL

Trovi molti connazionali disponibili a darti informazioni e consigli, magari trovi anche qualcuno disposto a ospitarti i primi giorni in cambio di qualche sterlina in attesa di un alloggio definitivo.

6. INFORMATI SULLE CASE MA PAGA L’AFFITTO SOLO DOPO AVERLE VISTE

Una truffa molto comune riguarda l’affitto delle case o stanze. Dall’Italia puoi iniziare a informati sulle varie zone delle città ma non pagare mai senza prima aver visto dal vivo l’alloggio, ti assicuro che puoi imbatterti in spiacevoli sorprese.

7. ACQUISTA SUBITO UNA SIM LOCALE

Se stai cercando lavoro devi acquistare una SIM locale, i datori di lavoro non chiamerebbero mai un numero italiano.

8. RICHIEDI SUBITO IL NIN

Avere il NIN è un requisito fondamentale per poter lavorare legalmente nel Regno Unito.

Si tratta di un codice personale che verrà usato come identificativo dal tuo datore di lavoro e dal sistema sanitario e, in futuro, ti permetterà di riscuotere la meritata pensione.

9. EVITA DI FREQUENTARE SOLO CONNAZIONALI

Il modo migliore per obbligarsi a parlare inglese è frequentare madrelingua o persone che non parlano italiano.

Se il tuo obiettivo è imparare o perfezionare l’inglese evita coinquilini italiani ed evita di cercare in un ristorante italiano, è senz’altro la via più veloce ma meno efficace per raggiungere il tuo obiettivo!

10. NON CAPISCI I NATIVE SPEAKER? NIENTE PANICO, SERVE TEMPO!

Al momento del tuo arrivo in terra straniera penserai che i corsi seguiti e le ore di studio non sono serviti a nulla. È normale! Il primo approccio con i madrelingua può essere traumatizzare, ma non lasciarti spaventare.

Come detto prima, l’inglese che si studia nei libri non sempre corrisponde a quello colloquiale e la pronuncia può variare da città a città.

In poche settimane riuscirai ad allenare il tuo orecchio e anche il suono più strano ti sembrerà familiare! Non dimenticarti, devi arricchire il tuo lessico, guardare la tv e parlare con la gente del luogo.

COSA CAMBIA CON LA BREXIT?

Fino a qualche mesa fa trasferirsi in UK era molto semplice, era sufficiente avere la Carta d’Identità (meglio il passaporto, ma non indispensabile), una valigia e qualche soldo in tasca.

Arrivati lì, gli step principali da seguire erano:

  • ricerca di una alloggio, stanza o appartamento;
  • apertura di un conto in banca;
  • richiesta del NIN (National Insurance Number);
  • ricerca di un lavoro.

Con l’uscita ufficiale dall’Unione Europea, il Governo del Regno Unito ha diffuso le nuove regole per gestire i flussi migratori che entreranno in vigore nel 2021.

Il nuovo sistema di valutazione degli stranieri, d’ispirazione australiana, richiede il raggiungimento di 70 punti per poter lavorare nel Regno Unito. Sono tre i requisiti minimi obbligatori, che insieme danno 50 punti all’aspirante lavoratore immigrato:

  • dimostrare di avere un’offerta di lavoro da uno sponsor (20 punti);
  • formulare la richiesta per una professione che richiede specifiche competenze (20 punti);
  • parlare inglese a un livello minimo accettabile (10 punti).

Serviranno, poi, altri requisiti per poter raggiungere quota 70: la formazione, il salario minimo e la carenza di lavoratori qualificati nel settore in cui si desidera lavorare.

Il salario minimo è fissato a 25.600 sterline e fa ottenere 20 punti. Inoltre vengono premiati con ulteriori punti chi è in possesso di dottorato e chi lavora in un settore nel quale c’è carenza di lavoratori.

Se non verranno apportate modifiche è evidente che sarà impossibile trasferirsi nel Regno Unito per cercare un lavoro saltuario, come il cameriere o il lavapiatti, a meno di avere un’offerta di lavoro in mano, un caso rarissimo per impieghi del genere.

Al contrario, potranno farvi liberamente ingresso lavoratori molto qualificati.

Commenti:
Condividi su:

Opera dal 2013 nel settore dell'e-learning. La mission aziendale è quella di sfruttare il potenziale del web per offrire una formazione professionale e trasparente. I corsi sono fruibili totalmente online, H24, 7/7, senza limiti di tempo e in totale autonomia. Gli studenti di Lezione-online, non dovranno effettuare alcun spostamento o sottostare a orari prestabiliti.

You don't have permission to register