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Mangiare: da piccolo ti costringevano?

Mangiare: da piccolo di costringevano? Poi, cos’è successo? Ora non riesci più a smettere di mangiare!

Eri il tipico bambino inappetente e poi non sai come hai fatto a perdere il controllo con il cibo?

Da bambino mangiavi per fame. Poi qualcuno ti ha fatto smettere di piangere, premiandoti con una caramella, facendoti vedere quanto eri bravo, dandoti un cioccolatino che ti sei in qualche modo meritato. Oppure una sera eri stanco, solo e hai usato il cibo per farti compagnia continuando a farlo senza capire più dove sta il vantaggio di farlo ancora oggi.

Hai imparato che se ti premiano col cibo o ti puniscono togliendoti la cena, poi puoi farlo anche da solo. Per me, in alcuni momenti, non è stato facile e ho risolto solo quando sono andata oltre certi pensieri.

Il fatto che tu non sia magro non significa che non puoi esserlo, significa solo che finora non hai saputo come fare o hai fatto sempre allo stesso modo. Hai sempre usato le diete raccogliendo lo stesso risultato di dimagrimento a breve termine.

Ogni cambiamento ci crea paura. Penso solo a quando nella mia esperienza davo la colpa al sovrappeso per tutto ciò che mi accadeva.

Non riuscivo a lavorare con sicurezza davanti agli altri? Era colpa del peso. Non riuscivo a dire ciò che pensavo? Beh, ma al peso giusto ci sarei riuscita. Non riuscivo a essere brillante ad un esame? Era perché non ero a mio agio fisicamente.

La cosa bella è stato scoprire che era comodo davvero pensarla così. Una volta raggiunto il peso perfetto con il coach, ricordo perfettamente di aver pensato che non c’erano più scuse.

A chi avrei dato le colpe per un discorso in pubblico non brillante o per non saper dire ciò che pensavo, se non ci fosse stato più il chilo in più a venirmi in aiuto? Ed è proprio in quel momento che mi sono detta che sarebbe stato più utile ingrassare di nuovo piuttosto che affrontare ciò che il sovrappeso aveva sempre sapientemente nascosto.

In quel momento mi fu davvero d’aiuto il coach con cui lavoravo in quel periodo sul mio obiettivo che mi disse:

Certo sei libera di tornare indietro, ma sei libera di farlo anche tra qualche mese dopo aver sperimentato i vantaggi e non solo gli svantaggi del restare normopeso“.

Gli diedi retta e decisi di riprendere i chili solo dopo aver sperimentato per almeno 60 giorni la vita da magra dalla quale ebbi grandi benefici anche nelle relazioni con le persone. Per restare al giusto peso dobbiamo cambiare modo di pensare, parte tutto da lì.

Poi un giorno, come può essere oggi, apri gli occhi e capisci che non sei tu la pattumiera, che è un’abitudine modificabile trovando la strada giusta in cui il potere e il controllo torna tutto in te, senza usare la forza di volontà, cambiando come ti parli e cosa visualizzi, con la scoperta meravigliosa che vedo ogni giorno nelle persone che oggi seguono con me questo percorso.

La sorpresa di capire che c’è già dentro ognuno di noi tutto ciò che ci serve per cambiare le abitudini che oggi non ci sono più utili e diventare liberi come meritiamo. Il primo traguardo o compito è di imparare a mangiare consapevolmente.

Riempirsi la bocca rapidamente e voracemente ci fa raggiungere il picco di secrezione delle sostanze chimiche della felicità. Purtroppo la mancanza di consapevolezza non fa cogliere i segnali di sufficienza dello stomaco e il picco di buon umore temporaneo si trasforma presto in senso di colpa, che per essere cancellato e anestetizzato ha bisogno di un’altra abbuffata per essere dimenticato.

Molti di noi sono così incapaci ad ascoltare i segnali dello stomaco. Credo che chiunque abbia fatto tante diete abbia perso fiducia in sé stesso e nel proprio stomaco. Pensa solo a quando una dieta ti dice cosa mangiare, quando mangiarlo e a che ora.

Poi è l’ora della merenda, ti è rimasto l’ultimo yogurt in frigo al gusto che odi ma sono le 11 e lo devi mangiare. A chi non è capitato? Lì, quando seguendo lo schema esterno della dieta, stai forse fidandoti di te stesso o stai solo imparando che tu da solo senza dieta non sei capace?

Chiunque con tante diete alle spalle ha imparato talmente bene a non fidarsi del proprio stomaco che ritiene di saper solo o stare a dieta o sgarrare per periodi interi. La differenza tra noi e un magro naturale è che la fame di chi è già in forma e non deve dimagrire arriva gradualmente, non all’improvviso. Soprattutto quella fame resta lì dove deve stare: nello stomaco.

Invece se alterni digiuni e sgarri alle diete, sai bene che la fame è una questione che porti dallo stomaco alla testa. Hai fame nello stomaco, immediatamente l’allarme fisico arriva a farti pensare che non è ancora il momento del pasto, che hai troppa fame, che hai fame troppo presto, che sei troppo golosa, che dovresti sentirti male solo all’idea di avere tutta questa fame.

Ti chiedi come fanno le altre persone a mangiare meno e meglio di te e a quel punto l’allarme fisico è diventato un problema di emozioni da gestire per la testa. Mangiamo spesso per le ragioni più svariate che poco c’entrano con la fame e qui ti offro un trucco da seguire da subito. Wansink l’ha dimostrato.

Per indurci a mangiare di più o di meno, basta variare il numero dei commensali, abbassare le luci e disporre diversamente il cibo a tavola.

Le luci soffuse tendono a spingere a mangiare di più, così pure se mettiamo dentro una ciotola cioccolatini dello stesso sapore ma di 10 colori diversi, anziché cioccolatini tutti dello stesso colore, il consumo aumenterà drammaticamente. Perciò da oggi cura con attenzione l’ambiente che ci circonda.

Chiediti ora, a proposito, quanti cioccolatini tu prenderesti dalla ciotola in cui sono tutti uguali e quanti dal vassoio dove i gusti sono vari? Sicuramente dalla seconda prenderesti tutti i gusti presenti.

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Laureata in Giurisprudenza nel 2002, ha esercitato la professione di avvocato civilista fino al 2013. La passione per il PNL l'ha portata al conseguimento del Master in Professional Coaching, diventando la prima trainer in Sardegna del metodo "Giusto Perso per Sempre". Attualmente ricopre i ruoli di Master Practitioner, Life Coach e Master Trainer e insegna e certifica in PNL.

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