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Mario Draghi: cosa farà il nuovo Governo?

Quale sarà il programma di Mario Draghi? Quali sono le priorità del nuovo Governo? Se nella prima tornata l’economista ha sondato le disponibilità dei vari partiti, trovando un no soltanto da parte di Fratelli d’Italia, nel secondo giro di consultazioni l’ex numero uno della BCE ha esposto alle varie delegazioni cosa intende fare nella sua avventura a Palazzo Chigi.

Durante il fine settimana – come riporta Money.it – Mario Draghi avrebbe delineato i possibili punti del programma del suo esecutivo.

Da quanto trapelato finora, il programma del Governo Draghi sarà incentrato sulla missione della “coesione sociale”: ecco i dieci punti delineati dall’ex governatore che avranno al centro la gestione dei fondi in arrivo dall’Europa attraverso il Recovery Plan.

IL PROGRAMMA DI MARIO DRAGHI

Fin da quando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha annunciato la sua volontà di affidare un mandato a Mario Draghi, subito si è scatenata un’innumerevole quantità di voci e ipotesi sulle azioni del possibile esecutivo.

Il tema più dibattuto è stato senza dubbio quello di una eventuale patrimoniale, ma anche quello del Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Naturalmente Draghi dovrà prima capire quali forze lo sosterranno in Parlamento, visto che ormai è scontato che il suo Governo sarà un misto tecnico-politico con alcuni big dei partiti che potrebbero anche entrare nella squadra dei ministri.

A prescindere dalle esigenze politiche dei partiti che formeranno la sua maggioranza, Mario Draghi sembrerebbe comunque aver già delineato alcuni punti chiave della sua azione di governo: la guida dell’esecutivo sarà infatti ben salda nelle sue mani, ma l’economista di certo non potrà ignorare gli umori dei partiti.

RICOVERY PLAN

Con la nascita del nuovo Governo, il Recovery Plan potrebbe essere sostanzialmente cambiato dato che nel programma di Draghi un punto fermo pare essere quello dell’aumento della spesa pubblica a sostegno della sanità.

Dovremmo spendere molto di più per la salute – ha dichiarato Draghi lo scorso settembre – perché la pandemia ha evidenziato l’importanza di avere buone strutture di assistenza e un sistema robusto“.

LAVORO

Per quanto riguarda il lavoro, il programma di Draghi dovrebbe prevedere uno stop per i sussidi a pioggia, con gli incentivi che dovranno essere finalizzati a creare nuovi lavori e non a salvare i vecchi. Sostegno anche alle banche e più investimenti pubblici, mentre resta da capire adesso come si muoverà il Governo a fine marzo, quando scadrà il termine del blocco dei licenziamenti.

IMPRESE

Nel mondo delle imprese è atteso un giro di vite per le cosiddette aziende “zombie”, ovvero destinate a fallire e tenute in vita soltanto attraverso aiuti esterni, mentre il sostegno pubblico alle aziende dovrebbe essere mantenuto.

Durante le consultazioni, le minoranze linguistiche hanno parlato di un impegno di Draghi per:

Smettere di erogare contributi a fondo perduto ma finanziare imprese per far riprendere le loro attività una volta superata crisi“.

Rispetto al Conte-bis, il nuovo Governo stando al Draghi pensiero dovrà in generale avere più “coraggio”, soprattutto per quanto riguarda le azioni dedicate alla nuove generazioni.

RIFORME

Al termine dell’incontro con Mario Draghi nell’ambito delle consultazioni, i rappresentanti delle Minoranze linguistiche hanno parlato di tre riforme che il presidente del Consiglio incaricato avrebbe in mente.

Le tre riforme così sarebbero quella della pubblica amministrazione, nell’ottica della lotta alla burocrazia atavico problema italico, del fisco con la revisione delle aliquote Irpef e della giustizia civile, cercando di snellire i processi arretrati.

SCUOLA

Il primo intervento sul fronte della scuola dovrebbe essere quello della revisione del calendario scolastico per recuperare i giorni di didattica a distanza, allungandolo di fatto fino a tutto giugno.

A settembre poi si dovrà mettere mano all’atavica questione in Italia delle cattedre vacanti, ben 10mila all’inizio di questo anno scolastico, un numero considerato troppo elevato da Draghi.

PANDEMIA

Sul fronte della pandemia la volontà è quella di accelerare sul piano vaccini, finora rallentato da tagli e ritardi nelle consegne, con l’obiettivo che rimane quello di raggiungere al più presto l’immunità di gregge per tornare a una sostanziale normalità.

Per cercare di vaccinare al ritmo del Regno Unito, si cercherà così di rendere più efficiente la logistica per favorire la distribuzione, rafforzando al tempo stesso il presidio sull’approvvigionamento.

AMBIENTE

Nel Recovery Plan grande importanza dovrebbe essere data all’ambiente, che stando alle minoranze linguistiche Draghi avrebbe definito:

“Tema centrale e catalizzatore tutte altre aree di sviluppo economico“.

L’idea sarebbe quella di coniugare la sostenibilità ambientale a un piano di investimenti importante, con lo sblocco di cantieri fermi e anche la realizzazione di grandi opere e infrastrutture.

POLITICA ESTERA

Altro punto fermo sarà quello del forte europeismo di questo nuovo esecutivo targato Draghi, anche se la Lega dovesse entrare nella maggioranza.

INVESTIMENTI PUBBLICI

Grazie ai 220 miliardi previsti dal Recovery Fund, l’Italia potrà tornare a spendere con il nuovo presidente del Consiglio che avrebbe in mente una massiccia campagna di investimenti pubblici.

Sempre mantenendo al centro la sostenibilità ambientale, nel Recovery Plan potrebbe così aumentare la fetta destinata agli investimenti che saranno organizzati in una sorta di cronoprogramma per tenere sotto osservazione i tempi di realizzazione.

FISCO

Una delle tre riforme urgenti annunciate da Draghi ai partiti riguarda proprio il fisco, visto anche il pressing da parte dell’Unione Europea che da tempo chiede all’Italia di mettere mano al sistema fiscale.

La parola d’ordine sarà quindi semplificazione scongiurando un aumento delle tasse, con la revisione delle aliquote Irpef sempre mantenendo la progressività. Al contrario, ci potrebbe essere invece un aumento delle imposte sulle rendite mentre non sarebbe in agenda l’ipotesi di una Flat Tax.

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