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Milano, folla sui Navigli: così non va

Ieri, giovedì 7 maggio, a Milano sono stati presi d’assalto i Navigli, senza alcun rispetto per i divieti in atto dal 4 maggio. Come riporta TGCOM24, il primario dell’ospedale Sacco, Massimo Galli, ha espresso le sue preoccupazioni riguardo la situazione:

Milano è una bomba! Così si rischia di chiudere tutto! Tanti gli infetti che tornano in circolazione. In troppi hanno interpellato la «Fase 2» come un liberi tutti“.

Folla sui Navigli, con tanti ragazzi a spasso e nella maggior parte dei case anche senza mascherina, non rispettando i divieti. In Lombardia, soprattutto a Milano, con l’inizio della «Fase 2» e il conseguente allentamento delle restrizioni sta provocando un preoccupante ritorno a una vita “normale”.

SUI NAVIGLI TORNA LA “MOVIDA”

Le foto scattate sui social hanno messo in evidenza come sui Navigli siano tornati alle loro origini. Gli scatti che gli utenti hanno postato testimoniano come nel cuore della “movida” milanese ci sia troppa gente e tanti senza mascherina. E la polemica non è tardata ad arrivare, su tutti il Sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Capisco che è difficile – spiega Sala – ma adesso cominceremo a fare un’opera di sanificazione e pulizia di tutti gli spazi pubblici. Appena si potrà ripartiremo anche da una situazione sanificata. Bisogna avere prudenza, altrimenti non ne usciremo facilmente. Sarà una storia lunga, purtroppo“.

L’infettivologo Massimo Galli, nonché primario dell’ospedale Sacco di Milano, avverte che il periodo di richiudere la Lombardia e in particolare la città di Milano c’è.

Le nuove diagnosi, soprattutto in città, riguardano cittadini riusciti finalmente a ottenere un tampone. Sono persone infette da tempo. Questo vuol dire che quella di Milano è una bomba, appunto perché in tanti sono stati chiusi in casa con la malattia. Abbiamo un numero altissimo di infettati, che ora tornano in circolazione“.

Infine, anche il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana frena sulle riaperture e spiega:

Prima di poter parlare di date per la riapertura bisogna vedere i dati. Su questa «Fase 2» si è posta troppa enfasi. Adesso dobbiamo capire gli effetti di questa prima riapertura e poi decidere i passi successivi“.

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