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Piattaforme digitali: verso il contenuto

Piattaforme digitali: verso il contenuto e oltre. Come l’innovazione tecnologia sia ormai per noi la quotidianità

L’innovazione tecnologica, all’interno della quale rientrano anche le piattaforme digitali, è ormai entrata a far parte di ogni gesto della nostra quotidianità.

Dal pagamento con il bancomat, all’apertura del cancello di casa e dell’automobile con il telecomando. Dal semplice invio con il telefono ad amici di una fotografia per condividere un momento, per arrivare ai sofisticati sistemi di comunicazione che ci mettono in contatto con persone che si trovano in diverse parti del mondo. Oppure ai nuovi sistemi utilizzati nel campo della medicina che permettono di monitorare a distanza l’andamento del paziente.

Potremmo fare un elenco di molte altre attività che, talmente dentro questa realtà che muta a velocità impressionante, non ci rendiamo neppure più conto che sono tutte determinate e condotte da innovazioni tecnologiche.

PIATTAFORME DIGITALI PER TUTTI

In un tempo passato, la fruizione della tecnologia era disponibile solamente a persone con competenze tecniche specifiche ed utilizzata solamente in ambito lavorativo. Ora invece è accessibile a tutti, perché è molto semplice utilizzare gli strumenti tecnologici.

Il campo in cui l’innovazione tecnologica si è più aperta al libero utilizzo da parte della massa è sicuramente quello della comunicazione. All’inizio utilizzata solamente dagli addetti ai lavori per comunicare attraverso un supporto digitale, mentre ora con pochi gesti è possibile far sentire la propria voce.

Con l’avvento dei social tutto è cambiato. La persona non è solamente fruitore passivo, ma diventa parte attiva perché può scrivere, commentare, esprimere la propria opinione e creare così uno scambio di informazioni aperto ad un vasto numero di persone.

La piattaforma social diventa un luogo in cui interagire, relazionarsi, incontrare le idee altrui e poter proporre le proprie con uno scopo puramente di curiosità. Oppure al contrario, con uno scopo commerciale, assumere un ruolo lavorativo come l’influencer o lo youtuber con il chiaro scopo di guadagnare e fare di questa attività una fonte di reddito.

Con questa comunicazione a distanza, ma stretta e veloce, si viene a creare un duplice binario senza che ci sia alcun contatto diretto tra le parti. Esiste uno scopo? Qual è il livello professionale delle proposte? C’è un valore oggettivo? Qual è il grado di veridicità? Chi ne usufruisce è consapevole ed è in grado di distinguere tutto ciò?

Esistono piattaforme digitali che trattano tutti gli argomenti del quotidiano, quali acconciatura, enogastronomia, politica e musica, di cui si può conoscere il passato ed essere aggiornati sul presente e la continua evoluzione.

YOUTUBE E SPOTIFY

Nello specifico della musica, le due piattaforme principali sono YouTube e Spotify. All’interno dei loro contenuti si possono ascoltare e vedere brani e concerti che hanno fatto la storia della musica classica, pop, rock ed il presente, in tutte le sue molteplici rappresentazioni di genere musicale e didattica.

Attraverso queste piattaforme, senza dover investire ingenti risorse di denaro, un esecutore, un gruppo o docente può proporre il proprio lavoro al pubblico che, se trovato interessante e di valore, potrà essere riprodotto dal vivo in forma di concerto, lezione, conferenza e avere un riconoscimento economico per l’artista. In questo caso si utilizzerebbe la piattaforma per un’operazione di marketing.

Quando invece un artista è molto famoso e le sue interpretazioni sono molto seguite, è la piattaforma stessa che riconosce all’artista una remunerazione economica, creando tra l’artista ed il suo pubblico un contatto diretto quasi quotidiano, che non si esaurisce nel singolo concerto live.

Costruendo un percorso più completo di conoscenza sia dell’autore che dell’opera, si riuscirà a capire meglio il significato ed il valore che essa trasmette.

PIATTAFORME DIGITALI: OLTRE IL CONTENUTO

Chi, dall’altra parte, in qualità di ascoltatore/spettatore usufruisce delle proposte dell’artista, trova in queste piattaforme una grande opportunità di sviluppo delle proprie curiosità e passioni, grazie alla grande quantità di informazioni in esse contenuti.

Ma proprio questa grande quantità di informazioni potrebbe portarlo a confusione o errate conclusioni senza un’opportuna preparazione ed equilibrato livello di consapevolezza degli argomenti trattati.

Per entrambe la parti, artista e uditore, queste piattaforme costituiscono un’immensa fonte di informazioni e opportunità di scambio di idee. Per gli artisti fonte di ispirazione e confronto, per gli ascoltatori possibilità di scelta fra diverse proposte per diverse esperienze.

Talvolta gli artisti, attraverso queste piattaforme, ottengono feedback dagli ascoltatori, che permettono di cogliere l’indice di gradimento della propria produzione musicale. Attraverso questa relazione viene inoltre sdoganato il vecchio rapporto artista-agente.

L’artista attraverso questa tipologia di contatto diretto con il proprio pubblico pensa di essere più imprenditore di sé stesso, la verità è che se vuole realmente costruire una professione ed essere credibile nel mondo. Non potrà pensare che basti avere qualche like sui social e poter fare a meno di qualcuno che lo aiuti nella gestione di tale mezzo.

Il rischio, per artista e fan, in questa tipologia di relazione è quella di chiudersi in una sorta di circolo chiuso, in cui l’incontro è basato solamente sui punti di condivisione, considerando il resto pochezza o non vero.

CONCLUSIONI

Le piattaforme digitali costituiscono delle opportunità lavorative per gli artisti, ma devono essere gestite con professionalità e competenza. Dalla parte degli ascoltatori, applicazioni e podcast rappresentano la chiave di accesso ad un mondo ricco di contenuti musicali per ogni esigenza.

Gli utenti sono perciò invitati ad una maggiore consapevolezza e criterio nelle scelte compiute, per distinguere correttamente un valido contenuto da uno apparentemente opportuno.

Di Fabio Morzenti & Romina Passoni

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Dopo aver conseguito il diploma in clarinetto presso il Conservatorio di Darfo Boario Terme (Brescia), intraprende l'attività di perfezionamento collaborando con formazioni musicali di vario tipo. Attività che lo portano ad essere, dal dicembre del 2014, il Direttore Artistico e il Maestro Concertatore della Fanfara Storica Città dei Mille (Bergamo).

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