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Scuola: si teme la fuga dei professori

Scuola: si teme la fuga dei professori. Con la ripartenza della scuola, al via la formazione dei responsabili Covid

Le porte della scuola italiana ha riaperto per i collegi dei docenti, le ultime sistemazioni delle aule e gli esami di recupero, alcuni con lezioni a distanza, altri in presenza. La scuola, insomma, si prepara a ripartire dopo aver incassato sia il via libera della Conferenza Unificata al protocollo per la gestione di casi Covid nelle scuole sia l’intesa sui trasporti essenziali per potare i ragazzi nelle scuole.

Molte ombre – come spiega l’Ansa – però rimangono sulla presenza del personale, soprattutto dei docenti ma anche dei collaboratori scolastici. L’incremento dei contagi delle ultime settimane, infatti, sta destando allarme nel corpo docente, soprattutto quello più avanti con l’età e non sono pochi i professori che stanno presentando il certificato medico.

C’è un timore sul ritorno a scuola – afferma il leader della Uil Scuola, Pino Turi – ma è motivato dall’incertezza delle comunicazioni. Mascherina sì o no? Fragili sì o no? Tutto questo accentua le preoccupazioni di chi si sente minacciato, soprattutto dal punto di vista della salute“.

In questi giorni – aggiunge – gran parte dei docenti si incontra da remoto ma le questioni esploderanno al momento di rientrare in servizio e questo perché mancano certezze. Abbiamo bisogno di indicazioni e regole per i lavoratori fragili: i dirigenti non possono operare in modo differente“.

Il lavoratore fragile può lavorare a distanza? Può lavorare con un gruppo ristretto di ragazzi? Può essere sostituito con un supplente? Attinge alla malattia o viene considerato come fosse in ricovero? Sono solo alcune delle tante domande che si pongono i dirigenti scolastici. Al tempo stesso, il rinvio del concorso straordinario e di quello ordinario causano buchi negli organici.

Secondo i sindacati mancano oltre 50 mila professori di ruolo, mentre oltre 10 mila docenti che hanno ricevuto una formazione specifica per il sostegno avrebbero potuto già essere assunti. Anche la call veloce potrebbe non risolvere i problemi. Secondo i dati della Uil Scuola, in Campania resteranno vuoti quasi la metà dei posti messi a disposizione: oltre 2.500 posti sui 4.600 autorizzati. In Lombardia quasi due mila posti sul sostegno alle scuole medie.

La chiamata veloce – ha osservato Pino Turi – non andrà a incidere sul precariato che resta un dramma“.

Nel frattempo è partita la formazione dell’Istituto superiore di sanità e del ministero dell’Istruzione per il responsabile Covid nelle scuole. Due i corsi, a distanza e organizzati su piattaforma in grado di ospitare fino a 70 mila corsisti, per monitorare e gestire possibili casi di Coronavirus e focolai negli istituti scolastici.

Quello che stiamo per vivere è un inizio davvero particolare: tutti voi, docenti, dirigenti, personale Ata, siete ben consapevoli del fatto che stiamo per scrivere, insieme, un capitolo nuovo e determinante nella storia della nostra scuola – ha scritto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in una lettera aperta al personale scolastico – . Siate innanzitutto fieri del lavoro fin qui svolto. Veniamo da mesi difficili in cui, come comunità scolastica, abbiamo dovuto reagire ad una pandemia che ha colto il mondo di sorpresa, travolgendolo. Abbiamo affrontato un evento inatteso e davvero doloroso per noi che viviamo del contatto con gli studenti: la sospensione delle attività didattiche in presenza. La didattica a distanza, nonostante le difficoltà, ha tenuto vivo il legame con le nostre ragazze e con i nostri ragazzi“.

CTS: IL PARERE DEGLI ESPERTI

Niente mascherina a scuola se viene rispettata la distanza di un metro.

Nella scuola primaria – indica il Comitato tecnico scientifico – per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione“.

Nella scuola secondaria – continua il Cts – anche considerando una trasmissibilità analoga a quella degli adulti, la mascherina può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro, l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione e in situazione epidemiologica di bassa circolazione virale come definita dalla autorità sanitaria“.

L’uso delle mascherina, secondo il Cts, è soltanto una misura di prevenzione che deve essere implementata all’interno dell’ambito scolastico e in una corretta associazione con tutte le altre misure di prevenzione.

Il dato epidemiologo – spiegano ulteriormente gli esperti – le conoscenze scientifiche e le implicazioni organizzative riscontrate, potranno determinare una modifica di queste raccomandazioni, anche in relazione ai differenti trend epidemiologici locali, dall’autorità sanitaria che potrà prevedere l’obbligo della mascherina anche in situazioni statiche con il rispetto del distanziamento per un determinato periodo, all’interno di una strategia di scalabilità delle misure di prevenzione e controllo bilanciate con le esigenze della continuità ed efficacia dei percorsi formativi“.

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