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Usa 2020: i social si blindano

Le elezioni Usa 2020 del 3 novembre sono state un banco di prova per i social media finiti nel mirino nel precedente appuntamento elettorale del 2016 perché accusati di favorire, o quanto meno di non contrastare le fake news e le ingerenze straniere.

E ancora una volta – come sottolinea l’Ansa – si ripropone il controverso ruolo dei giganti di internet nel processo democratico e nella gestione dei contenuti, motivo per cui i capi di Twitter, Google e Facebook sono stati messi sotto torchio pochi giorni fa alla vigilia delle elezioni Usa 2020.

USA 2020: FACEBOOK

Secondo il Wall Street Journal, Facebook avrebbe un piano d’emergenza per calmare eventuali turbolenze social legate alle elezioni con strumenti ideati per i Paesi a rischio e già utilizzati in passato in Sri Lanka e Myanmar.

Le misure della piattaforma più esposta a critiche – secondo un’indagine di Newsguard ci sarebbero 40 pagine che diffondono fake news sulle elezioni Usa 2020 e che raggiungerebbero 22 milioni di cittadini – comprendono il rallentamento di contenuti virali, la riduzione della soglia per individuare post ritenuti pericolosi e la modifica del “news feed” per cambiare i tipi di contenuti disponibili.

Strumenti ritenuti da alcuni critici discrezionali e rischiosi perché potrebbero portare alla soppressione di discussioni politiche in buona fede. Facebook ha anche annunciato che alla chiusura del voto saranno vietati tutti gli spot legati alle elezioni.

INSTAGRAM

Instagram, altro social dell’universo Zuckerberg, ha invece annunciato che:

Gli utenti statunitensi non vedranno più la funzione ‘Recenti’ nei risultati delle ricerche con hashtag, in modo tale da ridurre la diffusione in tempo reale di contenuti potenzialmente dannosi che potrebbero apparire durante le elezioni“.

TWITTER

Twitter, entrato in polemica direttamente con Donald Trump per la rimozione di alcuni contenuti del presidente degli Stati Uniti, ha preso delle iniziative pre-voto. Così ha iniziato a mostrare agli statunitensi messaggi informativi sulle urne, mettendoli in guardia su possibili bufale sul voto via posta e sulla tempistica del risultato finale, che potrebbe tardare ad arrivare.

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