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Vaccino AstraZeneca: per tutte le età?

Il vaccino AstraZeneca, sarà somministrato a tutte le fasce d’età compresi gli over 65. A dirlo è stata Patrizia Popoli, presidente della Commissione tecnico-scientifica dell’agenzia del farmaco, nell’intervista rilasciata al Corriere.

Dopo quello del Consiglio superiore di sanità è pronto anche il vostro parere sull’uso del vaccino AstraZeneca senza limiti di età?

In queste ore stiamo approfondendo la valutazione dei nuovi dati, nel giro di un paio di giorni dovremmo essere in grado di esprimerci”.

Cosa è cambiato rispetto a quanto avete stabilito a fine gennaio, suggerendo di immunizzare con questo preparato solo le persone sotto i 55 anni di età e in buona salute, soglia poi innalzata fino a 65 anni?

In realtà, la Commissione tecnico-scientifica non ha mai imposto un limite di età. Fin dall’inizio, infatti, abbiamo affermato che, pur suggerendo un uso preferenziale sotto i 65 anni, il vaccino poteva essere utilizzato dai 18 anni in poi. Ora si sono resi disponibili nuovi dati cosiddetti real world, sul campo, da due studi: il primo inglese e il secondo scozzese a sostegno dell’ipotesi di una somministrazione a tutte le età. Prospettiva ritenuta sempre aperta, in linea con quanto ha decretato l’agenzia Ema“.

Perché non adeguarsi subito al dispositivo dei colleghi di Amsterdam, tanto più che c’era fame di dosi?

La nostra non è stata una vera limitazione come invece quella prevista da paesi come Germania e Spagna (65 o 55 anni). Il ministero della Salute ci aveva richiesto una comparazione fra i vaccini e in base ai dati allora disponibili, relativi agli studi sperimentali, per il vaccino AstraZeneca le evidenze più solide riguardavano soggetti fino a 55 anni. Non significa, però, che non ritenessimo il vaccino efficace per tutti“.

Vi è stato chiesto un parere sulla possibilità di posticipare il richiamo di AstraZeneca oltre la dodicesima settimana, strategia che permetterebbe di ampliare il numero delle immunizzazioni con la prima dose?

Ci siamo già espressi. Il momento ideale per inoculare il richiamo è non prima della decima e non oltre la dodicesima settimana dalla dose iniziale perché, a questo tempo il tasso di protezione sembra raggiungere il massimo livello, oltre il 70%. Oltre i tre mesi un soggetto potrebbe essere meno protetto dagli anticorpi“.

Decisione definitiva?

Il nostro parere scientifico è che questo schema conferisce la migliore protezione individuale, ma ovviamente le scelte devono tenere conto anche delle finalità della campagna vaccinale. Al momento comunque alla nostra Commissione non è stata chiesta una valutazione sulla possibilità di dilazionare ulteriormente il richiamo“.

Pregiudizi sullo Sputnik?

Sarà un’opzione vaccinale in più, una volta che l’Ema dovesse dare la certificazione europea. I pochi dati pubblicati sulla rivista The Lancet sembrano interessanti dal punto di vista dell’efficacia. Come Aifa, aspettiamo senza pregiudizi la pronuncia di Amsterdam e saremo pronti a raccoglierla con la stessa rapidità che abbiamo avuto quando si è trattato di ratificare l’approvazione dei precedenti vaccini“.

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