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Zara, chiusi 1.200 negozi: si punta all’ecommerce

Dopo una perdita di 490 milioni di euro, solo nel primo semestre del 2020, Zara ha deciso di investire un miliardo sugli store online. Prossimamente il colosso spagnolo di abbigliamento – come riporta La Stampachiuderà 1.200 negozi in tutto il mondo, puntando di incrementare le vendite online.

La società Inditex proprietaria, oltre del marchio Zara, anche di Bershka, Pull & Bear e Massimo Dutti, assorbirà tra i mille e i 1.200 negozi. Le chiusure, che riguarderanno soprattutto i centri più piccoli, saranno in Asia e in Europa. Il totale dei negozi passerà, così, da 7.412 a 6.700.

ZARA: LA CRISI

Inditex, uno dei principali produttori di abbigliamento del mondo, è stata duramente colpita dall’emergenza Coronavirus registrando un calo delle vendite attorno al 44%, pari a 3,3 miliardi di euro, tra il primo febbraio e il 30 aprile (primo trimestre dell’anno finanziario). La società ha registrato una perdita netta di 409 milioni di euro nel primo trimestre.

A maggio, il fatturato totale è diminuito del 51%, un dato talmente negativo che ha costretto l’azienda a chiudere il 90% dei suoi negozi nel mondo. Quasi un quarto dei negozi è rimasto con le saracinesche abbassate fino all’8 giugno, ma la crescita del canale online ha compensato, in parte, il crollo delle vendite.

L’ecommerce è aumentato del 50% rispetto all’anno precedente nel corso del trimestre e del 95% rispetto all’aprile 2019.

STRATEGIA GIÀ PREVISTA

Ma già nel 2019 Inditex aveva chiuso più negozi di quanti ne avesse aperti. Il dato, inizialmente negativo per un’azienda che fin da subito aveva puntato tutto sui negozi nei centri commerciali, si presta ora a una seconda lettura.

Il sito ecommerce era già diventato strategico per il futuro di Zara. Che oggi annuncia investimenti per un miliardo di euro sull’ecommerce, con l’obiettivo di ricavare dalle vendite online il 25% del fatturato dell’azienda entro il 2022. Qui, lo scontro è soprattutto con concorrenti come H&M e Uniqlo.

Altri 1,7 miliardi di euro saranno investiti, invece, nei negozi che diventeranno soprattutto centri di distribuzione e serviranno a smaltire le scorte di magazzino e per il ritiro degli acquisti online. In questo modo, Inditex dovrebbe riuscire ad affrontare meglio anche il ridotto afflusso di pubblico nei punti vendita dopo le riaperture, inevitabile con l’uso obbligatorio delle mascherine, la limitazione della capacità nei negozi e l’obbligo della distanza di sicurezza tra i clienti.

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